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Dalle Tate al Chiostro del Bramante: Roma accoglie il romantico Turner

20 marzo 2018

J.M.W. Turner, Venice:Looking across the Lagoon at Sunset, 1840, acquerello su carta, 244x304 mm © Tate, London 2018 Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

È la mostra Turner. Opere della Tate a sancire l’avvio della collaborazione tra la Tate Britain di Londra e il Chiostro del Bramante di Roma. Curata da David Blayney Brown e interamente dedicata all’artista inglese, noto per la predilezione per i temi del paesaggio e per la rappresentazione en plein air, la monografica presenta nella Capitale un robusto corpus di lavori.
Articolata in 6 sezioni tematiche, la rassegna estende l’ottica all’intera produzione dell’artista, esaminandola con più di 90 opere tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di dipinti ad olio mai giunti insieme in Italia. Si tratta di creazioni appartenenti al cosiddetto Turner Bequest, il vastissimo lascito del quale fanno parte circa 30mila lavori cartacei, 300 olii e 280 album da disegno, donato alla Gran Bretagna cinque anni dopo la morte dell’artista e in larga parte conservato alla Tate.

J.M.W. Turner, Jumièges, c. 1832, gouache e acquerello su carta, 139x191 mm © Tate, London 2018 Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856

Maestro dell’acquerello e della luce, Turner ha influenzato in modo decisivo gli autori della corrente impressionista e ha inciso nella formazione delle generazioni di pittori che lo hanno seguito; l’eco del suo stile è giunta fino agli autori dei giorni nostri, come nel caso di Olafur Eliasson.
La mostra capitolina, oltre a sollecitare il visitatore contemporaneo su temi noti della produzione dell’artista romantico, rivela sia l’importanza rivestita dagli acquarelli nella definizione del suo linguaggio maturo, sia la versatilità dimostrata verso altre tecniche e argomenti. Turner, infatti, fu anche disegnatore di soggetti topografici e non si sottrasse mai al “richiamo” della sperimentazione, restituito attraverso una “libertà compositiva e stilistica” e un “uso dei colori innovativo e sorprendente“.

Il suo interesse verso i viaggi, infine, lo condusse in più occasioni verso l’Italia: Roma, Napoli e Venezia furono tra i luoghi visitati e, proprio alla città lagunare, Turner dedicò una memorabile serie di vedute.
Come metterà in evidenza anche Turner. Opere della Tate, l’esperienza di visione diretta del paesaggio italiano segnò un’evoluzione nel suo modo di raffigurare i grandi spazi aperti e, più in generale, tutte le memorie delle esperienze di viaggio trovarono un riflesso diretto nelle sue opere.

[Immagine in apertura: J.M.W. Turner, Venice: Looking across the Lagoon at Sunset, 1840 © Tate, London 2018 Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856. Immagine nell’articolo: J.M.W. Turner, Jumièges, c. 1832 © Tate, London 2018 Tate: Accepted by the nation as part of the Turner Bequest 1856]