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Furto a Bologna: sparisce dalla Pinacoteca un quadro del Trecento

11 marzo 2018

Una piccola tavola – appena 29 centimetri di altezza, 19 di larghezza – attribuita al pittore Giusto de’ Menabuoi e risalente alla seconda metà del Trecento è stata rubata ieri – sabato 10 marzo – dalla Pinacoteca di Bologna.
A riferirlo è Il Resto del Carlino che aggiunge come il furto, avvenuto presumibilmente intorno alle 15:30, non sia stato denunciato che tre ore dopo. Solo in quel momento, infatti, sono intervenuti in via delle Belle Arti le pattuglie della squadra mobile, le volanti della polizia, i carabinieri e anche la Scientifica.
Stando alle prime ricostruzioni, il ladro avrebbe atteso di trovarsi da solo nella sala per staccare la tavola dal muro, nascondendola poi – forse sotto il giaccone – per dileguarsi nell’animata zona universitaria di Bologna, appena all’uscita della pinacoteca.

I filmati delle telecamere a circuito chiuso potrebbero presto rivelare il volto del criminale, anche se non è stato ripreso al momento del reato: nella sala 3 l’unica telecamera presente è puntata su un’altra opera.
Nella stessa sala del dipinto rubato è infatti collocato un polittico il cui autore è ben più famoso anche al grande pubblico, rispetto a Giusto de’ Menabuoi: si tratta di Giotto. Sempre la Pinacoteca custodisce nelle sale adiacenti una serie di capolavori di inestimabile valore, firmati dai Carracci, da Guido Reni, Guercino e molti altri Maestri che proprio a Bologna operarono.

La tavola rubata, che rappresenta Sant’Ambrogio, faceva in origine parte della collezione dello storico dell’arte Francesco Arcangeli. Si suppone fosse l’elemento di un polittico, realizzato nel territorio milanese perché influenzato dallo stile gotico al pari della rivoluzione di Giotto, che gli studiosi identificano nel dipinto conservato al Museo Nazionale di Palazzo Reale a Pisa.