Giò Pomodoro, dalla scultura al design del gioiello

23 Marzo 2018


Sono stati concessi anche da importanti collezioni private, raramente accessibili al pubblico, gli esemplari che definiscono esposti in occasione della mostra I gioielli di Giò Pomodoro: il segno e l’ornamento, visitabile fino al 2 settembre a Vicenza.
Ad accogliere la rassegna che celebra la poliedricità dello scultore, orafo e incisore marchigiano è il Museo del Gioiello della città veneta, allestito all’interno della celeberrima Basilica Palladiana.
Curata da Paola Stroppiana, la retrospettiva dedicata all’universo del gioiello secondo Pomodoro consente di cogliere la particolare dedizione e creatività riservata a questo ambito da uno dei Maestri indiscussi dell’arte italiana del XX secolo, scomparso nel 2002.

Il percorso espositivo si snoda tra più di 60 opere, ripercorrendo quasi mezzo secolo di creatività, disegno, pensiero e ingegno. A partire dai primi anni Cinquanta, l’analisi del “gioiello d’artista” di Pomodoro consente di raccontare il passaggio tra le principali correnti del Novecento: dall’Informale al Geometrismo degli anni Settanta, fino “alla estrosità figurale degli esemplari degli anni ’80, ai gioielli seriali, ai prototipi e alle nuove sperimentazioni degli anni ‘90 sulle pietre dure.”
Tra le opere selezionate figura anche la linea seriale progettata per la GEM, nota come “uno dei primi esperimenti di produzione seriale di ‘gioielli d’arte economici‘”. Dall’osservazione di queste creazioni emerge uno “stretto legame con la produzione scultorea“, come ha sottolineato la curatrice: i gioielli divengono quindi un campo di sperimentazione oppure, a seconda delle circostanze, un ambito nel quale riproporre o rimodulare ricerche plastiche già avviate in ambito strettamente scultoreo.