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La prima grande mostra alla Tate Modern dedicata a Picasso

12 marzo 2018

Pablo Picasso ritratto da Sir Cecil Beaton

Si concentra sul “fatale” anno 1932, The EY Exhibition: Picasso 1932 – Love,
Fame, Tragedy, la prima personale dedicata al noto artista spagnolo organizzata a Londra, dalla Tate Modern. Tra le più ambiziose esposizioni mai realizzate dall’istituzione inglese e frutto della partnership artistica con EY, questa mostra-evento inaugurata lo scorso 8 marzo ripercorre mese dopo mese un intero anno di vita e di lavoro dell’autore di Guernica.
Allestita presso le Eval Ofer Galleries e curata da Achim Bordchart-Hume e Nancy Ireson, con Juliette Rizzi e Laura Bruni, nel suo percorso espositivo raccoglie oltre 100 capolavori. Ricorrendo a una scansione mensile, questi lavori – dipinti, sculture e opere su carta – permetteranno di cogliere il “carattere prolifico e ingegnoso” di Picasso, rivelandone la complessità e ricchezza oltre i luoghi comuni.

La scelta del 1932, naturalmente, non è da considerarsi casuale. Proprio in quell’anno, il padre del cubismo consolidò il suo status di artista, conquistando quel posto di rilievo che ancora oggi detiene nel panorama globale del Novecento.
I suoi dipinti raggiunsero “un nuovo livello di sensualità“; tra le opere realizzate in quel periodo rientra Nude Woman in a Red Armchair, punto di forza della collezione della Tate.

Nonostante l’amara conclusione, il 1932 fu un anno importante anche dal punto di vista strettamente biografico. A caratterizzarlo fu la ricerca di un equilibrio tra il rapporto con sua moglie Olga Khokhlova, e il figlio Paul, e la sua relazione passionale con Marie-Thérèse Walter; quest’ultima, proprio verso la fine del ’32, si sarebbe gravemente ammalata.
Nella selezione di opere esposte uno specifico spazio è stato dunque destinato alla presentazione delle dinamiche umane, inevitabilmente tradotte e rilette anche nelle opere.

Riunendo insieme lavori concessi da importanti collezioni internazionali, sia pubbliche sia private, The EY Exhibition: Picasso 1932 – Love, Fame, Tragedy  costituisce l’occasione per apprezzare capolavori assoluti come il dipinto Girl before a Mirror – raramente concesso dal MOMA – e il “leggendario” The Dream.
Mai esposto prima di questa occasione nel Regno Unito, raffigura Marie Thérès in uno stato di onirico abbandono. A causa della malattia, contratta dopo un bagno nel fiume Marne, la musa di Picasso perse gran parte dei suoi capelli biondi: un episodio che non sfuggì alla lente del pittore, il quale scelte di raccontare la vicenda ricorrendo a scene di salvataggi e stupri.

Organizzata in collaborazione con il Museo Nazionale Picasso di Parigi – che ha già ospitato il debutto curato dd Laurence Madeline –  The EY Exhibition: Picasso 1932 – Love, Fame, Tragedy si propone come un’occasione privilegiata per penetrare nell’universo dell’artista, alla scoperta di una “energia esplosiva” esplicitamente riflessa nella sua produzione.
Del resto, ha sottolineato Achim Borchardt-Hume: “Picasso, com’è noto, considerava la pittura come “una forma alternativa di diario”.

[Immagine in apertura: Pablo Picasso, ritratto da Sir Cecil Beaton davanti a uno dei suoi quadri]


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