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Parigi, l’arte e la botanica, in una grande mostra a New York

11 marzo 2018

Claude Monet (French, 1840–1926). The Parc Monceau (detail), 1878. Oil on canvas. The Metropolitan Museum of Art, New York, The Mr. and Mrs. Henry Ittleson Jr. Purchase Fund, 1959 (59.142)

Parla di Natura, arte e storia la mostra Public Parks, Private Gardens: Paris to Provence, allestita dal 12 marzo al 29 luglio tra le sale del MET – Metropolitan Museum of Art di New York. Un vero e proprio viaggio alla scoperta delle modalità e delle ragioni che contribuirono a trasformare Parigi in una città ad alto tasso di aree verdi, complice la mediazione degli artisti.

150 opere, realizzate da 70 autori e provenienti dalle raccolte del museo statunitense e da collezioni private, ripercorrono il profondo legame che, a partire dall’Ottocento, si instaurò tra la Ville Lumière e il mondo vegetale, dimostrato da un nuovo interesse verso le scienze botaniche e la creazione di parchi e giardini; un fenomeno comune non solo nella metropoli parigina, ma che coinvolse anche il resto della Francia.

Nell’epoca in cui Naturalismo, Impressionismo e Art Nouveau stavano prendendo piede sul fronte della creatività e gli artisti dichiaravano la loro passione per l’en-plein-air, parchi e giardini iniziarono a diventare parte integrante del landscape parigino, fortemente modificato dai nuovi piani urbanistici messi a punto durante il Secondo Impero.

L’importante ruolo giocato dalle aree verdi in un orizzonte temporale che collega l’Ottocento al secolo scorso è testimoniato dalle fotografie, dai dipinti, dai libri illustrati e dai disegni che popolano la collezione del MET e che trovano in questa mostra una nuova visibilità. Da Corot a Matisse sono numerosi gli artisti che si ispirarono, per le loro opere, all’universo vegetale, spesso improvvisandosi a loro volta giardinieri.

[Immagine in apertura: Claude Monet, The Parc Monceau, dettaglio, 1878. The Metropolitan Museum of Art, New York, The Mr. and Mrs. Henry Ittleson Jr. Purchase Fund, 1959]


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