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L’arte di Teresa Margolles “scuote” Milano

30 marzo 2018

Teresa Margoles Pista de baile de la discoteca "Tlaquepaque" (Pista da ballo della discoteca"Tlaquepaque"), 2016Stampa su carta cotoneProstituta transessuale in piedi sul pavimento della pista da ballo del club demolito a Ciudad Juárez, Mexico45x64,5 cm, con corniceCourtesy dell’artista

Fino al 20 maggio, il PAC ‒ Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano ospita Ya basta hijos de puta, la rassegna dedicata alla produzione dell’artista messicana Teresa Margolles, conosciuta in tutto il mondo per la sua capacità di veicolare la complessità del panorama sociale contemporaneo, soprattutto nei suoi aspetti più violenti.

Curata da Diego Sileo, la mostra riunisce quattordici installazioni che esplorano i temi della morte, dell’odio di genere, della marginalità, della corruzione e dell’ingiustizia sociale, generando un’affascinante dialettica tra orrore e bellezza.

Attenta alla storia del proprio Paese, la Margolles ne ha messo in luce i capitoli più oscuri e attuali, come la tragica e sistematica scomparsa di donne in varie città messicane o le frequenti cronache di violenze, offrendo al pubblico un crudo punto di vista sulla società di oggi, tanto a livello locale quanto sul fronte globale.

[Immagine in apertura: Teresa Margolles, Pista de baile de la discoteca “Tlaquepaque” (Pista da ballo della discoteca “Tlaquepaque”), 2016, courtesy dell’artista]