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Pritzker Prize 2018: vince l’architetto indiano Balkrishna Doshi

7 marzo 2018

Balkrishna Doshi, Indian Institute of Management, Bangalore 1977–1992 (Multiple Phases) Bangalore, India

Dopo il terzetto formato dagli architetti spagnoli Rafael Aranda, Carme Pigem e Ramon Vilalta, fondatori dello studio RCR Arquitectes, il Pritzker Architecture Prize è stato assegnato per il 2018 all’architetto indiano Balkrishna Doshi. Mai prima d’ora il più importante riconoscimento architettonico a livello mondiale era stato assegnato a un progettista dell’India.
Nella motivazione ufficiale la giuria internazionale ha voluto sottolineare come la sua architettura sia “seria, mai appariscente o seguace delle tendenze” e ancora “di alta qualità e autentica“, capace di incarnare “un profondo senso di responsabilità” e alimentata dal “desiderio di dare un contributo al suo Paese e ai suoi abitanti”.

Architetto, urbanista e docente, classe 1927, Balkrishna Doshi è nato a Pune, nella zona occidentale dell’India. Si è formato presso la Sir J.J. School of Architecture Bombay – la più antica e tra le più importanti istituzioni per l’architettura del subcontinente indiano – e, dopo la laurea, ha intrapreso la propria carriera in Europa, prima a Londra e poi a Parigi.
In Francia ha lavorato al fianco di Le Corbusier, divenendo parte attiva dei processi di costruzione degli interventi di quest’ultimo in India: dalla realizzazione del piano per Chardigarh ai progetti per Ahmedabad. Negli anni Sessanta ha lavorato al fianco di Louis Kahn, a partire dall’Indian Institute of Management, sempre ad Ahmedabad.

Tra i più influenti architetti dell’India post-indipendenza, con il suo studio ha progettato edifici per istituzioni pubbliche e private, complessi ad uso misto, strutture abitative a basso costo, spazi pubblici, gallerie e residenze private, combinando principi modernisti internazionali con il profondo rispetto per la storia e la cultura indiana.
Lunga la lista dei riconoscimenti ottenuti – a livello nazionale e internazionale – che gli sono stati conferiti. Tra questi, si segnalano l’Aga Khan Award for Architecture (1993-1995) per il complesso di abitazioni Aranya Community Housing di Indore; il Global Award for Lifetime Achievement for Sustainable Architecture assegnato dall’Institut Francais d’Architecture di Parigi nel 2007, la Gold Medal dell’Academy of Architecture of France e la Gold Medal dell’Indian Institute of Architects, entrambe ricevute nel 1988. L’architetto è inoltre membro del Royal Institute of British Architects, dell’Indian Institute of Architects e membro onorario dell’American Institute of Architects; ha fatto parte della giuria dello stesso Pritzker Prize dal 2005 al 2007.
Nel 1966 ha fondato la School of Architecture and Planning di Ahmedabad nel 1966, della quale è stato direttore e presidente fino al 2012.

Le mie opere sono un’estensione della mia vita – ha dichiarato a commento del premio ricevuto. – Devo questo prestigioso premio al mio guru, Le Corbusier. I suoi insegnamenti mi hanno portato a mettere in discussione l’identità e mi hanno spinto a scoprire una nuova espressione contemporanea, adattata a livello regionale. Con tutta la mia umiltà e gratitudine voglio ringraziare la giuria del Pritzker per questo riconoscimento profondamente toccante e gratificante del mio lavoro.”

[Immagine in apertura: Balkrishna Doshi, Indian Institute of Management, Bangalore – India, 1977–1992]


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