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Quando gli artisti diventano “gioiellieri”

13 marzo 2018

Orlan, Broche Tête de fou, 2010 Or, argent, Édition 1/8 Arcas, Collection Diane Venet © Sherry Griffin, Brooklyn

Cosa avviene nelle occasioni in cui artisti visivi, pittori e scultori scelgono di esprimersi attraverso il jewel design, senza tradire il linguaggio e lo stile che li identificano? Osservando l’universo della gioielleria attraverso la lente dell’arte, è facile sorprendersi di fronte alla nutrita schiera di personalità che, negli anni, si sono misurate con questo specifico campo.
La “gioielleria fatta dagli artisti” si qualifica come un settore indipendente e distinto da qualsiasi altro: non appartiene né al mondo dell’alta gioielleria né a quello della bigiotteria.

Ne sono convinti anche gli organizzatori della nuova mostra ospitata nella storica sede del Musée des Arts Décoratifs, in rue de Rivoli, a Parigi. Fino all’8 luglio prossimo, la rassegna De Calder à Koons, bijoux d’artistes. La collection idéale de Diane Venet consente di accedere a questo universo attraverso il contributo di 150 artisti, sia francesi che stranieri. Nel percorso espositivo progettato dall’architetto d’interni Antoine Plazanet, i visitatori potranno apprezzare, in un eccezionale affiancamento, pezzi provenienti dalla collezione di Diane Venet – tra le più note collezioniste contemporanee – e lavori concessi da gallerie, prestatori privati e dalle famiglie di origine degli autori scelti.

La narrazione proposta dalla mostra si intreccia inevitabilmente con le principali correnti artistiche del secolo scorso e con le tendenze più recenti, restituendo spesso un ritratto intimo e privato degli artisti: non in pochi casi, infatti, anche i grandi nomi hanno subìto il fascino del jewel design spinti dal desiderio di manifestare, in questo modo, l’affetto nutrito verso una persona cara.
Tra gli artisti presenti Pablo Picasso, che ha esplorato le potenzialità del ritratto anche attraverso il gioiello, attratto dal potenziale scultoreo dei materiali bidimensionali; Man Ray e Salvador Dalí, le cui creazioni – esposte nella sezione Dream and Fantasy – rispecchiano l’indole provocatoria delle loro produzioni più note. E ancora, la Pop Art di Roy Lichtenstein e Robert Rauschenberg viene declinata nei loro gioielli, cedendo poi il passo al minimalismo con gli anelli “concettuali” creati da Sol LeWitt per le figlie.

Significativa anche la presenza delle artiste, con nomi di primo piano come Niki de Saint Phalle, che ha tradotto le immagini potenti e giocose delle sue famose Nanas su una scala minuta, o l’artista giapponese Yayoi Kusama, della quale vengono presentati gioielli oversize.

[Immagine in apertura: Orlan, spilla Tête de fou, 2010, Collection Diane Venet © Sherry Griffin, Brooklyn]