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A Venezia, un’indagine visiva sull’architettura parigina

13 marzo 2018

Circa 3 milioni di abitanti e 20 quartieri, identificati da peculiarità di carattere stilistico-architettonico e sociale: ecco un sintetico “identikit” dell’affascinante capitale francese. Alla Bugno Art Gallery di Venezia, l’artista Davide Weber espone gli esiti del suo progetto Les Logements Imaginaires, frutto di un’operazione di indagine su Parigi stimolata dalla volontà di fissare, in maniera univoca e sorprendente, quanto resta dell’impronta originaria della città, risalente alla fine del XIX secolo, e cosa è avvenuto nel frattempo.

La serie di lavori comprende 20 opere: ciascuna è legata a un quartiere, ma l’intera serie è accomunata da un formato che intende evocare le azulejos della tradizione spagnola. In ogni immagine, l’osservatore è posto al centro di un immaginario grande cortile quadrato, intento a osservare un ipotetico punto di fuga verso l’alto.
Allineate una accanto all’altra, le opere di Les Logements Imaginaires consentono di identificare le stratificazioni architettoniche parigine, riuscendo tuttavia anche a rinsaldare nell’immaginario collettivo il decisivo contributo che gli splendidi edifici dal fascino di matrice ottocentesca hanno dato alla sua identità e fama. Modificatasi lentamente nel corso degli anni, assorbendo modernismo, brutalismo, razionalismo, Parigi senza non essersi mai stata stravolta “ossessivamente alla ricerca di una vera rivoluzione“.