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Una mostra per conoscere la “tempesta” che scuote Medio Oriente e Nord Africa

8 aprile 2018

L’ultima tappa del progetto pluriennale Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative sta per giungere alla GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano: assieme al Solomon R. Guggenheim Museum di New York e UBS, il museo sta per inaugurare una mostra davvero ambiziosa, che ha già riscosso un notevole successo nell’edizione americana del 2016.
Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa (But a Storm Is Blowing from Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa), in programma a Milano dall’11 aprile al 17 giugno, ha infatti l’obiettivo di stimolare la discussione e invitare “a discutere sul mondo in cui viviamo“, ha spiegato Richard Armstrong, direttore del Guggenheim newyorchese.

La mostra presenta una sostanziosa collezione di opere d’arte provenienti da due aree “al centro di mutamenti radicali a livello mondiale“, che stanno affrontando “le problematiche più critiche dei nostri giorni”, ha dichiarato Fabio Innocenzi, Country Head del Gruppo UBS in Italia.
E appunto, aggiunge Anna Maria Montaldo, Direttore del Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano, “il taglio trasversale della mostra tocca i punti più caldi della nostra contemporaneità in connessione con la storia passata e presente“.

L’esposizione dà così voce a un gruppo variegato di artisti e altrettante problematiche emergenti, in una regione interessata non da ultimo da una diaspora internazionale. I 13 artisti selezionati affrontano così i temi della migrazione e della storia dei popoli, ma anche quelli dell’architettura e della geometria – da sempre punti cardine della cultura medio-orientale e nord-africana – attraverso lavori su carta, installazioni, fotografia, scultura e video.
Come spiegato da Sara Raza, curatrice della Guggenheim UBS MAP per il Medio Oriente e il Nord Africa che ha organizzato la mostra in collaborazione con Paola Zatti e Omar Cucciniello, Conservatore della Galleria d’Arte Moderna, l’iniziativa “offre l’opportunità di uno scambio trasversale di idee in ambito scientifico, matematico e filosofico. Molte delle opere esposte in questa mostra utilizzano la geometria come metafora per misurare lo spazio fisico e quello concettuale, creando un dialogo tra struttura e forma, simbolo e astrazione, passato e presente. La mostra considera inoltre l’architettura come strumento per evocare sia la storia coloniale sia le implicazioni della globalizzazione e della gentrificazione. Questa nuova mostra presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano interagisce con lo specifico valore storico e culturale dell’architettura dell’edificio e pone interrogativi urgenti sull’immigrazione e gli spostamenti delle persone nelle varie regioni del mondo, inclusa l’Italia”.


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