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Georgia O’Keeffe alle Hawaii, tra gli ibischi tropicali

27 maggio 2018

La “Visione delle Hawaii” da parte di Georgia O’Keeffe è il tema – nonché il titolo, tradotto in italiano – di una splendida mostra in corso fino a ottobre in una location di New York tanto insolita, per un’esposizione d’arte, quanto azzeccata in questo caso: il New York Botanical Garden.
Quale luogo migliore, infatti, per immergersi nella variopinta flora delle isole hawaiane esattamente come fece la celebre pittrice nel 1939, quando le furono commissionate una serie di immagini per la campagna promozionale della Hawaiian Pineapple Company. Ripercorrendo i passi dell’allora cinquantenne, gli spettatori avranno modo di confrontare dal vivo le opere create dalla O’Keeffe grazie allo storico soggiorno – che durò ben 9 settimane – con le suggestioni che le stesse piante “ritratte” sono capaci di ispirare.

Conosciuta principalmente come grande interprete dei paesaggi e della flora desertica del New Mexico, la mostra è l’occasione quindi per scoprire un capitolo meno noto della carriera di Georgia O’Keeffe.
Un frangente in precedenza forse proprio trascurato anche dalla critica, se si pensa che alcune delle 20 opere esposte non venivano presentate al pubblico di New York dall’epoca del loro debutto, nel 1940.

Oltre all’interessante commistione di botanica e arte, la retrospettiva ha riscosso l’attenzione del pubblico internazionale anche a causa di un aneddoto, legato a un dipinto che la pittrice realizzò proprio durante il suo soggiorno alle Hawaii.
Un’opera – intitolata Hibiscus – che paradossalmente non rientra nel percorso espositivo, perché per quanti sforzi avesse fatto la curatrice Theresa Papanikolas non è stata in grado di rintracciarlo. Il dato interessante è che, proprio nello stesso periodo, il dipinto arrivava da Christie’s, offerto alla celebre casa d’aste da uno dei suoi clienti perché venisse messo all’incanto. Appena pochi giorni dopo l’inaugurazione della mostra, infatti, l’opera è stata battuta per l’impressionante cifra di 4 milioni di dollari. Il fortunato compratore è rimasto anonimo, ma si spera ora che sia così generoso da prestare il capolavoro al New York Botanical Garden o al Brooks Museum di Memphis – prossimo ospite della mostra – perché il corpus di “lavori hawaiani” della O’Keeffe venga finalmente ricongiunto nella sua totalità, anche se temporaneamente.