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Il fascino “vagabondo” degli artisti, in mostra a Berlino

8 maggio 2018

Quando si pensa a un dipinto intriso di contemplazione e meraviglia, balza subito alla mente il Viandante sul mare di nebbia (nell’immagine in apertura, in dettaglio) realizzato da Caspar David Friedrich attorno al 1817, emblema dello “Sturm und Drang” letterario e culturale che affondava le radici negli ultimi decenni del Settecento. Proprio da questi spunti trae origine la mostra Wanderlust, ospite dell’Alte Nationalgalerie di Berlino dal 10 maggio al 16 settembre.

Come sottolineato dal titolo, la rassegna è incentrata sul “piacere del girovagare”, riscoperto dagli artisti nel corso dell’Ottocento e trasposto nelle rispettive opere dai protagonisti della mostra tedesca ‒ Johan Christian Dahl, Richard Wilson, Gustave Courbet, Ferdinand Hodler, Auguste Renoir, Emil Nolde, Ernst Ludwig Kirchner, Otto Dix ed Ernst Barlach, solo per citarne alcuni.

Desiderosi di un ritorno alla Natura e al tempo lento del “vagabondare”, gli artisti – di origine tedesca, ma anche francese e inglese, russa e scandinava – trasformarono il pellegrinaggio in un simbolo potente, che sintetizzava il riavvicinamento concettuale e fisico al mondo naturale, reso ancora più intenso dal fatto di muoversi a piedi, in opposizione alla frenesia dell’epoca.

Suddivisa in sezioni, la mostra di Berlino riunisce oltre 120 opere, fra cui il celeberrimo viandante di Friedrich, provenienti da collezioni e musei di fama internazionale. I capolavori esposti, pur facendo riferimento ai secoli passati, diventano veicolo di un riflessione fortemente attuale: il necessario recupero di una consapevolezza di sé e della Natura in risposta ai tempi sempre più accelerati del presente.