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Il talento fotografico di Luigi Ghirri celebrato in Germania

8 maggio 2018

Scomparso nel febbraio 1992, Luigi Ghirri resta uno dei più apprezzati fotografi italiani di sempre. Forte, ed estesa su scala non solo nazionale, è la sua influenza sulle giovani generazioni, come testimonia anche The Map and the Territory, la monografica a lui dedicata appena aperta al Museum Folkwang di Essen. La città tedesca ospita la prima rassegna museale focalizzata sull’opera fotografica di Ghirri al di fuori della natìa Italia.

Curata da James Lingwood, realizzata in collaborazione con il Museo Nacional Centro de Art Reina Sofia di Madrid e con la galleria parigina Jeu de Paume, The Map and the Territory prende in esame la produzione di un decennio fondamentale: gli anni Settanta. In quel periodo, infatti, Ghirri ha dato vita a un corpus di immagini a colori che non ha eguali a livello europeo. Analizzando quella fase, si possono già cogliere i segnali peculiari di uno stile concettuale destinato a diventare riconoscibile e amatissimo.

Due, inoltre, furono i momenti ancora oggi particolarmente significativi della sua carriera che si verificarono in quello stesso orizzonte temporale: la pubblicazione di Kodachrome, avvenuta nel 1978, uno dei libri fotografici rappresentativi dell’intero decennio, e la grande mostra Vera Fotografia , che si tenne a Parma nel 1979. Si trattò di un’antologica che nella sede dell’Università di Parma riunì tutti i progetti realizzati fino a quella data: curata da Arturo Carlo Quintavalle e Massimo Mussini, permise al pubblico di vedere insieme circa 700 fotografie, organizzate secondo 14 sequenze narrative.

Il distintivo fascino di Ghirri per tutte le rappresentazioni e i segni collocati all’interno della città e del paesaggio consente, anche agli osservatori di oggi, di poter penetrare in un universo fatto nel quale a divenire centrali sono “l’architettura effimera, il mondo delle province, oggetti che sono considerati di cattivo gusto che per me mai stato così, gli oggetti sono cambiati con desideri, sogni, ricordi collettivi … finestre, specchi, stelle, palme, atlanti, globi, libri, musei e persone“, ovvero alcuni dei principali poli di interesse del fotografo.

The Map and the Territory resterà aperta fino al 22 luglio.

[Immagine in apertura: Luigi Ghirri, Orbetello, 1974 © Eredi Luigi Ghirri]