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L’Australia porta alla Biennale Architettura 2018 le piante in via di estinzione

13 maggio 2018

Prosegue il conto alla rovescia verso la 16. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, che sarà aperta al pubblico per un intero semestre, a partire dal 26 maggio prossimo. Diretta dalla progettiste irlandesi Yvonne Farrell e Shelley McNamara, scelte nel gennaio 2017 come curatrici della 16. Mostra Internazionale di Architettura, la mostra avrà anche l’Australia tra le partecipazioni nazionali.
Mentre l’Italia, con la direzione dall’architetto Mario Cucinella, sarà rappresentata dal padiglione intitolato Arcipelago Italia, e la Finlandia declinerà il tema-guida Freespace con una celebrazione della propria “passione” per le biblioteche, l’Australia presenterà Repair.

Per l’occasione, i curatori Mauro Baracco e Louise Wright di Baracco+Wright Architects, in collaborazione con l’artista Linda Tegg, accoglieranno “un’installazione vivente multisensoriale, progettata per sconvolgere le prospettive attraverso le quali si comprende solitamente l’architettura“. “In quanto architetti, abbiamo spesso difficoltà a gestire la nostra relazione con il territorio: non è una cosa da poco – ha dichiarato il duo di curatori. – Riteniamo che l’architettura possa assumere un ruolo attivo nel ripristinare i luoghi di cui fa parte, e la nostra mostra mira a comunicare proprio questo“.
Da queste premesse è maturata l’idea di proporre tre diverse installazioni: Grasslands Repair; Ground; Skylight. La prima, in particolare, prevede il posizionamento all’interno e all’esterno del padiglione australiano di ben 10mila piante, tra cui 65 specie provenienti dalle praterie delle pianure occidentali del Paese. Trasformato quindi in un campo di vegetazione, lo spazio espositivo cercherà di incoraggiare i visitatori verso “un dialogo fisico tra l’architettura e la comunità delle piante in via di estinzione“.


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