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Tra moda e religione: il patrimonio visivo del cattolicesimo al Metropolitan

8 maggio 2018

Ci sono praticamente tutti i più grandi fashion designer del mondo, inclusi molti stilisti italiani – tra cui le Sorelle Fontana, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Donatella e Gianni Versace, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli e Pierpaolo Piccioli, in rappresentanza di Valentino – tra i protagonisti di Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination, la grande mostra di primavera appena inaugurata al Metropolitan Museum of Art di New York.
Fino all’8 ottobre, questa singolare esposizione si interroga sulle connessioni tra moda e religione, prendendo in particolare in esame le relazioni tra l’immaginario cattolico, con il ricchissimo patrimonio visivo e materiale, e l’universo del fashion.

A dialogare con i capi d’eccezione selezionati, in molti casi autentiche “sculture” da indossare, sono alcuni dei capolavori dell’arte medievale appartenenti alla collezione del Metropolitan: la distanza ridotta tra opere e abiti consente di cogliere l’interesse dimostrato dalla moda verso le pratiche devozionali, le tradizioni e i simboli del cattolicesimo. Ad arricchire ulteriormente il percorso di visita sono una selezione di abiti e accessori papali, concessi dal Vaticano e in larga parte mai esposti prima d’ora al di fuori dello Stato cattolico, che fungono da “pietra angolare della mostra”.
Si tratta di circa 40 capolavori ecclesiastici, tra cui paramenti, accessori papali come anelli e diademi, relativi a oltre 15 papati che si sono susseguiti tra il Settecento e il Ventunesimo secolo.