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Duilio Cambellotti protagonista a Villa Torlonia. Tra mito, sogno e realtà

5 giugno 2018

Duilio Cambellotti, Plastico per scenografia teatrale di Le Trachinie di Sofocle, 1933, Fondazione Massimo e Sonia Cirulli

Orafo, ceramista, illustratore, pittore, scenografo teatrale e cinematografico, costumista, fotografo, collezionista e, soprattutto, scultore originalissimo, considerato dalle più recenti letture della storiografia artistica come “il vero antagonista del dinamismo plastico boccioniano“: ecco un ritratto sintetico di Duilio Cambellotti, la cui poliedrica produzione è al centro di una monografica al via nella Capitale.
Curata da Daniela Fonti – responsabile scientifico dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti – e da Francesco Tetro – ideatore e direttore del Civico Museo “Duilio Cambellotti” di Latina – la retrospettiva è ospitata in un luogo particolarmente significativo nel percorso artistico di questo autore.
Visitabile dal 6 giugno all’11 novembre, Duilio Cambellotti. Mito, sogno e realtà è infatti allestita nella storica Villa Torlonia; in particolare occupa gli spazi del Casino dei Principi e del Casino Nobile, integrati nel percorso di visita con la Casina delle Civette, al cui interno è conservata una preziosa collezione di vetrate liberty e déco, in parte opera dello stesso Cambellotti. Nelle due sedi espositive coinvolte, la rassegna ricostruisce il profilo dell’artista, sottolineandone la natura multidisciplinare, legata a una figuratività di stampo classico, ma pur sempre aderente allo spirito del suo tempo e ai processi storici in corso nella sua epoca.

In particolare, nelle otto sale del Casino dei Principi si susseguono circa 230 opere, relative a 6 decenni d’attività; una sezione dedicata alla scenografia e una “galleria di sculture” sono visitabili nel Casino Nobile. Tra gli aspetti che emergono di questo prolifico autore, oltre al suo profondo rapporto con il mondo naturale dell’Agro Pontino, ci sono due peculiari “direzioni operative”.
Cambellotti operò infatti come progettista per le abitazioni private, ideando vetrate artistiche, mobili, stoffe, ceramiche, piccoli bronzi, ma si misurò anche con dimensione pubblica. Notevole, in questa ottica, fu l’impegno profuso in grandi imprese collettive di quei decenni, tra cui la realizzazione di sculture monumentali e di altre opere per la città di Littoria, oggi Latina.

[Immagine in apertura: Duilio Cambellotti, Plastico per scenografia teatrale di Le Trachinie di Sofocle, 1933, Fondazione Massimo e Sonia Cirulli]


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