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Le pubblicità spregiudicate di Sagmeister and Walsh, al Design Museum Holon

4 giugno 2018

Anche per l’influente coppia di designer e art director formata da Stefan Sagmeister e Jessica Walsh è arrivato il momento della prima retrospettiva. In Israele, il Design Museum Holon, in passato già sede di importanti mostre come l’ampia mostra sullo studio Nendo, nel 2016, riflette sull’opera dei due creativi, fondatori nel 2012 di Sagmeister & Walsh, riunendo oltre 70 loro progetti.

Trendsetter internazionale nel campo della comunicazione visiva, specializzato nella diffusione di informazioni, messaggi e idee mediante strumenti visivi, lo studio si è fatto conoscere a livello globale per una serie di scelte progettuali audaci, coraggiose, sovversive, accompagnate dall’impiego di una pluralità di mezzi di espressione.
Optando per un approccio umano e soggettivo, sfidando le convenzioni e spesso stimolando il coinvolgimento giocoso degli spettatori, i due designer hanno non solo concepito campagne indimenticabili, ma incoraggiato gli osservatori a un ripensamento delle immagini che “consumiamo e produciamo“.

Che aspetto ha un’emozione? Possiamo toccare il cuore di una persona attraverso il design? Sono alcuni dei quesiti cui tenta di rispondere il percorso espositivo, nel quale sono raccolti alcuni casi-studio a dimostrazione del ruolo imprescindibile della pubblicità per le aziende, che riversano in questo ambito investimenti e speranze, affidando il destino dei loro prodotti a messaggi che durano magari una manciata di secondi.
Duplice la visione proposta dalla mostra; nella Lower Gallery del museo viene presentata una sorta di “dietro le quinte” del lavoro di Sagmeister & Walsh, approfondimentamente investigato nella Upper Gallery a partire da sei filoni tematici: Representation of Feelings, Creating World, Letter as an Image, Destruction & Assembly, References & Quotations e Representation of Human Body.