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La Eschermania contagia anche New York

13 giugno 2018

È un debutto davvero importante quello della mostra da poco inaugurata all’Industry City di Brooklyn. Escher. The Exhibition & Experience, prodotta dall’italiana Artemisia, si configura come la più vasta retrospettiva mai intitolata all’artista olandese, che ha fatto del paradosso percettivo e del rigore geometrico i suoi cavalli di battaglia.

Forte del successo riscosso da una parte all’altra del mondo, con un’affluenza di oltre un milione di spettatori, la rassegna è sbarcata negli Stati Uniti e ha subito catalizzato l’interesse del pubblico. Curata da Mark Veldhuysen e Federico Giudiceandrea, uno dei più noti collezionisti ed esperti dell’opera di Escher, l’esposizione ripercorre la storia creativa dell’artista novecentesco dagli esordi fino agli esperimenti visivi degli anni Sessanta.

I visitatori avranno tempo sino al 3 febbraio per ammirare i disegni e le prove grafiche di M. C. Escher, al confine tra arte, matematica, scienza e poesia. Interessato alle dinamiche percettive, chiamate in causa dalle sue costruzioni rigorosamente geometriche, e al tempo stesso paradossali, l’artista seppe affascinare intere generazioni di colleghi ma anche matematici, scienziati, musicisti e designer.

La mostra newyorkese, ripartita in 7 sezioni tematiche, mette appunto in luce l’influenza esercitata da Escher sui suoi successori, confermando l’attualità del suo linguaggio visivo. Grazie a installazioni immersive, inoltre, il pubblico può calarsi negli universi ipnotici tratteggiati da Escher e scoprirne le peculiarità, attraverso speciali focus scientifici e didattici che approfondiscono un immaginario senza eguali.