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I paesaggi di Henri Cartier-Bresson conquistano il Forte di Bard

16 giugno 2018

Brie, France, 1968 © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos

Ancora una volta il Forte di Bard, in Valle d’Aosta, torna ad aprirsi alla grande fotografia internazionale, accogliendo nei propri suggestivi spazi i grandi protagonisti dell’arte dello scatto. A qualche giorno dalla chiusura dall’anteprima italiana della 53esima edizione del Wildlife Photographer of the Year, con l’esposizione degli esiti del più importante riconoscimento dedicato alla fotografia naturalistica, il complesso fortificato voluto da Casa Savoia e realizzato nell’Ottocento ospita Henri Cartier-Bresson. Landscapes/Paysages.

Fino al 21 ottobre prossimo, 105 immagini in bianco e nero, al tempo personalmente selezionate da Henri Cartier-Bresson, verranno presentate nelle Cantine del Forte, in un itinerario espositivo curato da Andréa Holzherr, Global Exhibition Director di Magnum Photos International.
Scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta in Europa, Asia e America, queste fotografie permetteranno di riflettere sulla capacità del pioniere del fotogiornalismo mondiale di misurarsi con la natura e di offrirne una lettura intensa e carica di significato.
A riguardo, il poeta e saggista Gérard Macé, nella prefazione al catalogo Paysage (Delpire, 2001), ha posto l’accento su una delle peculiarità di Cartier Bresson, sottolineando come “è riuscito a fare entrare nello spazio ristretto dell’immagine fotografica il mondo immenso del paesaggio, rispettando i tre principi fondamentali che compongono la sua personale geometria: la molteplicità dei piani, l’armonia delle proporzioni e la ricerca di equilibrio“.

Alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendenze e corsi d’acqua sono i filoni tematici proposti nel percorso di visita, che dà vita a una “promenade” tra paesaggi urbani e paesaggi rurali, in alcuni casi immortalati prima delle grandi trasformazioni del secolo corrente.
Realizzata in collaborazione con Magnum Photos International e con la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi, la mostra presenta anche fotografie nelle quali sono incluse persone. Osservandole, tuttavia, si può cogliere come l’autore si sia concentrato in forma esclusiva sull’ambiente, riuscendo sempre a cogliere  quell'”istante decisivo”, da lui stesso definito come “riconoscimento immediato, nella frazione di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente, della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”.

[Immagine in apertura: Brie, France, 1968 © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos]