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Ad Amsterdam torna alla luce una colossale opera di Keith Haring

3 luglio 2018

Correva l’anno 1986: lo Stedelijk Museum di Amsterdam ospitava una personale di Keith Haring, l’artista del momento che nel febbraio 1990 sarebbe prematuramente scomparso a causa di una malattia correlata all’AIDS.
Nella capitale olandese, il pittore e writer statunitense, tra i padri della street art contemporanea, non si limitò a una presentazione dei suoi lavori nella “dimensione canonica” delle sale espositive. Seguendo la sua indole e il suo imprescindibile stile, scelse di regalare alla città un enorme murale, realizzato sulla facciata dell’allora deposito del museo.

L’opera, tuttavia, restò visibile al pubblico per un tempo limitato: la necessità di installare un rivestimento di pannelli, per migliorare l’isolamento termico dell’edificio, finì per occultare il lavoro di Haring, rendendolo di fatto invisibile a partire dal 1989. Ad appassionarsi alla vicenda, anni dopo, è stata la street artist Aileen Middel, conosciuta nell’ambiente con l’appellativo di Mick La Rock. A lei si deve il lancio della campagna #SaveOurHaring; l’iniziativa, durata quattro anni, si è felicemente conclusa da qualche giorno.

L’azione di sensibilizzazione intrapresa dall’artista, a sua volta grande appassionata di Haring, ha suscitato l’interesse e il coinvolgimento della Fondazione Haring, del gallerista Olivier Varossieau e dello stesso Stedelijk Museum che, nel frattempo, aveva fissato la propria sede altrove. L’edificio in questione attualmente è di proprietà della società Marktkwartier West, attiva nel comparto alimentare. Realizzato nell’arco di una sola giornata, il murale (nell’immagine in apertura, pubblicata su Instagram da Mick La Rock) raffigurante una monumentale creatura ibrida – in parte cane, in parte pesce – è piano piano riaffiorato, eliminando i pannelli del rivestimento. Peculiarità di quest’opera, che inequivocabilmente rimanda “all’immaginario Haring”, è la predilezione per il colore bianco, scelto come unica tonalità.

La recente vicenda di Amsterdam ricorda il “salvataggio” di Tower, opera parigina dell’artista, nella quale le sue famosissime silhouette, attorniate da macchie a tinte vivaci, vennero dipinte sulla facciata di una struttura ospedaliera.