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La Triennale di Milano, “portofranco” degli artisti più sperimentali

11 luglio 2018

Ci sono anche un importante lavoro dello scultore Tony Cragg, il famoso Girasole di Milan Kunc e la grande Spirale di Peter Angermann nel percorso espositivo di Soft Revolution: Franco Toselli e gli artisti di portofranco, prima mostra che un’istituzione culturale dedica all’esperienza di “portofranco”.

Al via il 13 luglio negli spazi della Triennale di Milano, l’esposizione curata da Elena Pontiggia riunisce una pluralità di autori, diversi per nazionalità, generazione e linguaggio, ma accomunati dall’appartenenza al cosiddetto “portofranco”. Tale denominazione, legata alla figura del gallerista italiano Franco Toselli, è stata coniata per identificare autori associabili a una “intensa dimensione di liricità, affabilità e leggerezza“: un “clima artistico”, più che un gruppo strutturato.

Visitabile fino al 26 agosto prossimo e accompagnata da un catalogo che ricostruisce l’intera vicenda, anche ricorrendo alla testimonianza diretta dello stesso Toselli, la mostra chiama a raccolta autori come Fabrizio Braghieri, Serena Clessi, Giorgio Colombo, Nicola De Maria, Bonomo Faita, Angelo Formica, Francesca Fornasari, Helgi Thorgils Fridjonsson, Riccardo Gusmaroli, Jan Knap, Claus Larsen, Kazumasa Mizokami, Corrado Levi, Enzo Obiso, Charlemagne Palestine, Paola Pezzi, Lisa Ponti, Luigi Puxeddu, Rosa Maria Rinaldi, Salvo, Antonio Serrapica, Antonio Sofianopulo, Giacomo Toselli, Giampaolo Truffa e Gabriele Turola.
Gli artisti di ‘portofranco’“‒ ha precisato la curatrice ‒ “condividono tutti una pittura o una scultura di origine concettuale, interessata però alla concretezza viva dell’opera e in particolare al colore. Ed è un mondo, comunque, dove non ci sono regole con poche eccezioni, ma eccezioni con poche regole“.

[Immagine in apertura: Claus Larsen, Musica delle piante, 2010]