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Fotografare con lentezza: sulle Alpi Apuane con l’artista Primož Bizjak

8 agosto 2018

Primož Bizjak, Tre Fiumi, Alpi Apuane, 2015

Bastano sette, monumentali fotografie per lasciare a bocca aperta: lo dimostra l’esposizione in corso – fino al prossimo 31 ottobre – al CAP – Centro Arti Plastiche di Carrara. Autore degli spettacolari scatti è l’artista sloveno Primož Bizjak, che tra il 2014 e il 2017 ha scelto di immortalare il paesaggio sublime – nel senso romantico del termine – delle Alpi Apuane.

La ricerca condotta da Primož Bizjak è monumentale nello stesso approccio al soggetto, ripreso ricorrendo a tempi di posa lunghi e – cosa sempre meno ricorrente – alla fotografia analogica.
Le scelte tecniche trovano un corrispettivo nei risultati artistici, che perfettamente rendono l’idea della lentezza con cui il paesaggio montano va formandosi, modificandosi, svelandosi al pubblico.

Ad aiutare lo spettatore a “entrare” nelle cave nascoste, a volte abbandonate, che l’esplorazione di Bizjak ha fatto riaffiorare, ci pensa anche il formato scelto per le fotografie: con una larghezza delle stampe che giunge ai 3 metri, chi vi si trova davanti non può che immergersi nel contesto, quasi letteralmente.
In un mondo contemporaneo che, dopo il minuto, è passato a spaccare il secondo, Primož Bizjak assume il senso del tempo delle stesse montagne, per le quali si parla non a caso di ere geologiche, inviando lo spettatore ad adottare anch’egli una disposizione meditativa. Come scrive Simone Menegoi nel testo critico, “Prima di produrre anche un solo scatto, Bizjak studia lungamente, nel corso di sopralluoghi successivi, il sito che vuole fotografare; prova e riprova la posizione della camera, la sua angolazione, il taglio dell’inquadratura. Prima di imprimersi sul negativo, l’immagine, dice, deve formarsi nella sua mente“.