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Le migrazioni in chiave barocca di Koen Theys

19 agosto 2018

Bruce Talamon

Si intitola emblematicamente Diasporalia l’installazione messa a punto da Koen Theys nella cappella di San Giuseppe all’interno della suggestiva cattedrale di Anversa. Pensata come parte integrante della kermesse intitolata alla memoria di Pieter Paul Rubens, l’opera è formata da sei materassi in bronzo, disposti su due file, che mettono in mostra le tracce di presenze ormai scomparse.

Effetti personali, residui di vite passate giacciono sui supporti bronzei, alludendo in maniera chiara all’attualissimo tema delle migrazioni, eventi che da sempre accompagnano le vicende umane. Come sottolinea il titolo, a finire sotto i riflettori sono i resti di una diaspora, di una fuga da luoghi di conflitto in cerca di un futuro più roseo.

Colori, linee e la potenza visiva della scena richiamano la drammaticità barocca, resa ancora più accentuata dal proverbiale uso del chiaroscuro. Inoltre, la scelta del luogo non è casuale: San Giuseppe, portando il Bambino fra le sue braccia, diventa simbolo di protezione per gli indifesi, per quanti, costretti a lasciare alle spalle i propri affetti, non perdono la speranza verso il domani.