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A Milano, Leonor Antunes “reinterpreta” l’architettura e il design del Novecento

11 settembre 2018

Si intitola the last days in Galliate la suggestiva mostra che si accinge ad aprire i battenti nello Shed dell’HangarBicocca a Milano. Dal 14 settembre al 13 gennaio 2019, i 1400 metri quadrati dello spazio meneghino faranno da cornice a installazioni di forte impatto visivo, realizzate da Leonor Antunes in omaggio al lavoro di artisti, designer e architetti del secolo scorso.

Create a partire da modelli esistenti, le sculture della Antunes entrano in dialogo con l’ambiente che le ospita, acquisendo forme nelle quali confluiscono tradizione e contemporaneità, grazie all’uso di materiali naturali come la corda, il legno, il cuoio e il sughero e a tecniche artigianali antiche. Anni Albers, Lina Bo Bardi e Clara Porset sono solo alcuni dei riferimenti che costellano la poetica della Antunes, cui si sommano Franco Albini e Franca Helg, solo per citarne alcuni.

Proprio a Franca Helg si ispira il titolo della rassegna meneghina, alludendo alla località affacciata sul lago di Varese dove la Helg progettò la dimora dei genitori nella quale trascorse gli ultimi anni della sua vita.
Al lavoro della designer si ispira anche una serie di nuove opere: partendo dai dettagli di alcuni mobili ideati dalla Helg per Bonacina, l’artista ha sottratto loro la funzione originaria, dando vita a sculture sospese fatte di manila, un materiale simile al giunco.

Il dialogo con lo Shed dell’HangarBicocca è un aspetto essenziale della mostra, così come l’utilizzo della luce, intesa come elemento scultoreo: otto lucernari aperti eccezionalmente nel soffitto dello Shed porteranno una luce zenitale all’interno dell’ambiente, mentre la presenza di luci artificiali, affidata a lampade-sculture in ottone, disegnerà atmosfere più intime.