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L’architettura di Tadao Ando è ospite del Centre Pompidou

10 ottobre 2018

Tadao Ando, Musée d'art moderne de Fort Worth 2002. Photo Mitsuo Matsuoka

Non mancano i grandi progetti internazionali – dall’Azuma House a Sumiyoshi, alla Church of Light di Ibaraki, Osaka, fino al rinnovamento della Bourse de Commerce, la cui apertura è prevista a Parigi nell’autunno 2019 – nella retrospettiva che il Centre Pompidou dedica a uno dei più noti architetti giapponesi viventi, Tadao Ando.
Tutti gli aspetti peculiari della sua attività di progettista, avviata nel 1969 con l’apertura nella natìa Osaka dello studio omonimo, vengono presi in esame dalla mostra che resterà aperta fino al 31 dicembre.

Nell’arco di cinque decenni di produzione, Ando e il suo staff hanno sviluppato oltre 300 progetti in tutto il mondo, coniando uno stile divenuto riconoscibile e identificativo attraverso precise scelte formali.
L’uso del calcestruzzo liscio, la preferenza per volumi puri e dalla forte matrice geometrica, l’integrazione di elementi naturali come luce e acqua, in grado di conferire maggiore intensità all’esperienza fisica generata dai suoi interventi, definiscono il linguaggio dell’architetto di Ando.

Cuore del percorso espositivo è l’installazione dedicata all’isola di Naoshima, in Giappone, i cui paesaggi naturali sono stati a lungo osservati e analizzati dall’architetto, come testimoniano disegni in grafite, quaderni di viaggio e fotografie scattate dallo stesso Ando. Si tratta di documenti mai mostrati al pubblico europeo prima d’ora.
La retrospettiva è associata a un catalogo di 256 pagine, nel quale il lavoro dell’architetto viene esteso a 70 tra i suoi progetti più significativi.

[Immagine in apertura: Tadao Ando, Musée d’art moderne de Fort Worth, 2002. Photo Mitsuo Matsuoka]