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A Firenze La Pietà di Piovani, con Amii Stewart, Maria Rita Combattelli e Gigi Proietti

16 novembre 2018

Nicola Piovani

Sarà Nicola Piovani a dirigere eccezionalmente l’Orchestra del Maggio Fiorentino il prossimo sabato, 17 novembre. Al Teatro del Maggio di Firenze, in occasione della stagione sinfonica per il 90esimo anniversario della prestigiosa istituzione musicale, il compositore Premio Oscar presenterà – in prima esecuzione assoluta – La pietà, nella nuova versione.

La composizione – su libretto di Vincenzo Cerami – ripercorre la forma dello Stabat Mater classico, la sequenza liturgica attribuita a Jacopone da Todi che indaga il dolore incommensurabile di una madre dinanzi all’esperienza della perdita del proprio figlio, ispirandosi all’immagine della Madonna ai piedi della croce.
Nella versione proposta da Piovani, oltre ai Maestri dell’Orchestra, a salire sul palcoscenico saranno Amii Stewart, il soprano Maria Rita Combattelli e Gigi Proietti, a cui è affidata la voce recitante.

Le due artiste interpreteranno altrettante madri: nella rivisitazione di Piovani e Cerami, infatti, si affiancano due donne diverse in tutto, ma accomunate dal dolore straziante e ancestrale per la scomparsa di un figlio.
Maria Rita Combattelli, che vive in un Paese opulento e consumista, lo ha perso a causa di un’overdose, dell’abbondanza: è rimasto “vittima di una società smarrita nei miti sbagliati del benessere e nella perdita del sentimento della trascendenza“.
Le tonalità soul della voce di Amii Stewart, invece, restituiranno lo smarrimento di una donna di fronte alle morte del proprio figlio a causa dalla carestia, dalla fame, dalla scarsità di un Paese dell’Africa.

Entrambe, dunque, sono “madri, chine sul dolore, cercano conforto nel pianto“, ha precisato Piovani, che in merito a questa composizione ha anche raccontato: “La prima versione de La Pietà, per piccola orchestra, è del 1999. È stata rappresentata in quegli anni a Orvieto, Betlemme, Tel Aviv, Roma, Siracusa. Il piccolo organico era funzionale a una necessaria agilità logistica e produttiva. Quando il Teatro del Maggio mi ha chiesto di rappresentarla a Firenze, ho colto con felicità l’occasione per scriverne una definitiva versione sinfonica, cercando, nel riorchestrare, di potenziarne quei connotati espressivi che venivano fatalmente sacrificati nella partitura per organico ridotto.”


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