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Apre a Vienna la mostra curata da Wes Anderson e Juman Malouf

6 novembre 2018

Wes Anderson & Juman Malouf (1.9 MB) © KHM-Museumsverband Photo: Rafaela Proell

Questa volta, per vedere la nuova “opera” del pluripremiato regista Wes Anderson, non sarà necessario varcare la soglia di una sala cinematografica. Piuttosto, fino al 28 aprile, basterà accedere al Kunsthistorisches Museum di Vienna, sede di Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures, la mostra in occasione della quale il cineasta e sua moglie – la scrittrice e illustratrice Juman Malouf – hanno vestito gli inconsueti panni di curatori.

Il progetto espositivo si inserisce in un filone avviato negli anni scorsi dall’istituzione austriaca, che ha scelto di invitare personalità note in tutto il mondo per la loro spiccata indole creativa a studiare le collezioni museali, per poi presentare al pubblico una propria selezione. L’iniziativa, nella quale si sono già “messi alla prova” il pittore e disegnatore Ed Rusha – curatore di The Ancients Stole All Our Great Ideas – e il ceramista e scrittore britannico Edmund de Waal – con During the Night, nel 2016 -, si arricchisce ora del contributo del regista di The Grand Budapest Hotel e di altre pellicole cult.

Il risultato del lavoro condotto insieme alla moglie e con l’assistenza dello staff curatoriale del museo confluisce in un percorso espositivo composto da oltre 400 pezzi, provenienti da tutte le 14 collezioni storiche del Kunsthistorisches Museum. Antichità egizie, greche e romane, dipinti, oggetti provenienti dall’Imperial Armoury, monete, strumenti musicali e una selezione di pezzi speciali concessi dal Theatermuseum, dal Weltmuseum, dall’Imperial Carriage Museum, dal Schloss Ambras e dal Natural History Museum danno vita a una mostra che, dopo Vienna, farà tappa anche in Italia. Nel mese di ottobre 2019, infatti, sarà visitabile a Milano, negli spazi della Fondazione Prada.

L’allestimento, progettato da Itai Margula dello studio Margula Architects, ha dovuto far fronte a un’esigenza espressa dello stesso Anderson, che a riguardo ha sottolineato come lui e Juman Malouf nutrano “l’umile aspirazione che i raggruppamenti non convenzionali e l’organizzazione delle opere esposte possano influenzare lo studio dell’arte e l’antichità in altri modi“. Mentre alcune connessioni tematiche risulteranno ai visitatori più immediate e comprensibili, altre potranno sembrare più complesse e “sottili” da cogliere. In ogni caso, ha sottolineato il cineasta nel testo pubblicato sul catalogo associato alla mostra, “la nostra speranza, tuttavia, è far luce su angoli che in precedenza erano troppo oscuri per una visione confortevole“.

[Immagine in apertura: Wes Anderson & Juman Malouf © KHM-Museumsverband.
Photo: Rafaela Proell]