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L’arte “a tutto tondo” di Alphonse Mucha in mostra a Parigi

7 novembre 2018

Fino al 27 gennaio, il Musée du Luxembourg di Parigi fa da cornice alla prima retrospettiva in onore di Alphonse Mucha dopo quella allestita, nel 1980, dal Grand Palais. Un’occasione unica per ripercorrere la parabola creativa di uno dei protagonisti dell’Art Nouveau, conosciuto soprattutto per le illustrazioni e i manifesti dalla forte componente decorativa.

Nato in Repubblica Ceca nel 1860, raggiunse la Ville Lumière 27 anni più tardi, avviando la sua carriera di affichiste grazie soprattutto all’incontro con l’attrice Sarah Bernhardt, protagonista del manifesto realizzato per Gismonda, la pièce di Victorien Sardou. Un esempio emblematico della lunga serie di manifesti che Mucha mise a punto, calando le figure femminili tra elementi floreali e intrecci grafici.

Divenuto ben presto amico di artisti del calibro di Gauguin e Rodin, Mucha si misurò anche con l’oreficeria e l’illustrazione di libri, ma soprattutto, a partire dagli esordi del secolo scorso, concepì un gigantesco progetto a tema storico, omaggiando le vicende del popolo slavo.

Per oltre 30 anni Mucha si dedicò a questo poderoso lavoro pittorico, realizzando numerosissimi disegni preparatori e studi confluiti nella mostra parigina, a riprova della multiforme vena creativa che caratterizzò la sua poetica nell’arco dell’intera esistenza.