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Se muffe e licheni ispirano il textile design

7 novembre 2018

Lizan Freijsen, Fungi Carpet, veduta presso l'Arboretum Belmonte di Wageningen, Paesi Bassi

Alzi la mano chi ritiene che licheni, muffe, funghi e macchie di umidità siano decisamente privi di qualsiasi appeal. Eppure c’è chi, come la designer e artista olandese Lizan Freijsen, ha individuato proprio in questo speciale “microcosmo” il suo ambito preferenziale di ricerca e di indagine.
Affascinata dall’aspetto inconsueto e dalle irregolarità di questa gamma di “entità naturali”, la creativa ha scelto di farne il proprio vocabolario, traducendo forme e colore in oggetti di uso quotidiano dalla forte personalità. I suoi lavori, infatti, sono prodotti con funzioni decorative e ornamentali che introducono negli ambienti domestici un nuovo codice espressivo, offrendo un’occasione di visibilità a soggetti sempre appartenenti al mondo naturale, ma dall’applicazione decisamente ridotta se confrontati alle centinaia di pattern derivate da fiori, foglie o alberi.

I tappeti, le carte da parati e gli altri apparati tessili progettati da Lizan Freijsen si impongono agli occhi dell’osservatore per la loro capacità di riprodurre formazioni naturali colte in fasi di crescita e decadenza.
Anelli concentrici, raggruppamenti di forme circolari imperfette, perimetri dall’andamento spigoloso o irregolare compongono il suo universo visivo, supportati da una tavolozza cromatica che include varie declinazioni di marrone, di verde, di grigio.
Nel 2016, Lizan Freijsen ha presentato una collezione dei suoi lavori in Italia, a Milano, all’interno del Padiglione Olandese allestito negli spazi di Palazzo Turati.

[Immagine in apertura: Lizan Freijsen, Fungi Carpet, veduta presso l’Arboretum Belmonte di Wageningen, Paesi Bassi. Fonte: lizanfreijsen.com]