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A Milano e Bologna si riscoprono i presepi più antichi

13 dicembre 2018

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Atmosfera natalizia a Milano, dove in concomitanza con le imminenti festività si rinnova la tradizionale esposizione di un presepe di pregio all’interno della sede del Consiglio Regionale della Lombardia. A partire da 14 dicembre, a Palazzo Pirelli sarà infatti possibile ammirare i 60 personaggi, dipinti a tempera su carta o cartoncino sagomati, costitutivi del cosiddetto Presepe Londonio.
La denominazione fa riferimento a Francesco Londonio, tra i più importanti artisti lombardi del Settecento, che si specializzò proprio in presepi, in scene campestri e raffigurazioni di animali: è lui l’autore della maggior parte delle figure di questa composizione. L’opera, originariamente destinata all’allestimento natalizio di Villa del Gernetto a Lesmo, in Brianza, è stata di recente acquisita dal Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano, grazie alla donazione di Anna Maria Bagatti Valsecchi. Considerato uno dei pochi presepi settecenteschi lombardi di questo tipo, viene presentato fino al 10 gennaio prossimo in un allestimento curato dall’architetto Alessandro Colombo.

Dal capoluogo lombardo, ci si sposta a Bologna sempre percorrendo il filo della tradizione del presepe d’arte. È infatti in corso, al Museo Davia Bargellini, l’ormai consueto evento espositivo dedicato all’arte presepiale, promosso da un decennio dai Musei Civici d’Arte Antica | Istituzione Bologna Musei, in collaborazione con il Centro Studi per la Cultura Popolare.
Fino al 20 gennaio, la mostra Presepi genovesi del Settecento dal Museo Giannettino riserva particolare attenzione alla grande scuola di Genova. Nella città ligure, fin dalla prima metà del XVI secolo, si affermò la produzione di figure da presepe (come nell’immagine in apertura). Due le principali “varianti” locali: venivano realizzate sia statuette in legno scolpite a tutto tondo e policromate, sia manichini lignei articolati, parzialmente colorati, e rivestiti con abiti in splendido tessuto, a testimonianza della grande manifattura cittadina.
Accessibile gratuitamente, la rassegna bolognese è accompagnata da una pubblicazione, che analizza le specificità tecniche e svela le tipologie dei “figuranti” realizzati a Genova, così abilmente rappresentati dagli artisti e dagli artigiani del settore.


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