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Manet, Monet, Degas e i grandi Maestri della collezione Emil Bührle

20 marzo 2019

Vincent van Gogh, Branches de marronniers en fleur, 1890, huile sur toile, 73 x 92 cm Collection Emil Bührle, Zurich © SIK-ISEA, Zurich (J.-P. Kuhn)

Resteranno esposti fino al 21 luglio i capolavori della Emil Bührle Collection, eccezionalmente al centro di una mostra appena inaugurata nelle sale del Musée Maillol di Parigi. Questo progetto espositivo consentirà di apprezzare – per la prima volta insieme in Francia – le opere raccolte dall’imprenditore Emil Georg Bührle tra il 1936 e il 1956.

Originario della Germania, dove nacque nel 1890, si stabilì in Svizzera nel 1924. Nel ventennio in cui si dedicò al collezionismo, acquisì progressivamente 600 opere d’arte, dimostrando uno spiccato interesse per i lavori delle correnti impressionista e post-impressionista.
A quattro anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1956, la sua dimora venne adattata a casa-museo ed è aperta al pubblico. La collezione troverà una nuova sede permanente nell’estensione della Kunsthaus di Zurigo, ragione per cui nel mentre ha intrapreso una vera e propria tournée, anche oltre i confini della confederazione elvetica.

Dopo la Fondation de l’Hermitage a Losanna nel 2017 e tre importanti musei in Giappone nel 2018, il Musée Maillol è la quarta sede espositiva ad accogliere questi importanti dipinti, presentati in un progetto curato da Lukas Gloor, direttore e curatore della Collezione Emil Bührle di Zurigo.
La tappa parigina di questo itinerario apre di fatto un varco nel gusto collezionistico di Bührle, presentando una selezione di circa 50 sue opere.

Si tratta di dipinti eseguiti da alcuni dei più rappresentativi autori della stagione impressionista – Manet, Monet, Pissarro, Degas, Renoir e Sisley – che vengono affiancati nel percorso di visita da opere di artisti post-impressionisti, come Cézanne, Gauguin, Van Gogh e Toulouse-Lautrec.
L’orizzonte si estende fino agli inizi del XX secolo con gli esponenti della corrente Nabis – Bonnard e Vuillard – e con i Fauves (Braque, Derain e Vlaminck), fino ad arrivare a Modigliani e Picasso.

Il progetto segue un approccio comparativo, che intende facilitare analisi e confronti tra i vari artisti, lasciando aperta la possibilità di collegare e cogliere elementi di continuità tra i movimenti artistici che si sono susseguiti nel corso delle varie epoche.
Una modalità che, nello stesso tempo, consente di illustrare il contributo personale dato da ciascun pittore nella storia dell’arte.

[Immagine in apertura: Vincent van Gogh, Branches de marronniers en fleur, 1890, huile sur toile, 73 x 92 cm Collection Emil Bührle, Zurich © SIK-ISEA, Zurich (J.-P. Kuhn)]


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