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Tempo e arte nella mostra di Roman Opałka a Milano

12 luglio 2019

Ci sono anche opere mai presentate prima in Italia a comporre il percorso espositivo di Dire il tempo, la retrospettiva che Milano sta dedicando a Roman Opałka in queste settimane. Nato nel 1931 a Hocquincourt, in Francia, da una famiglia di origini polacche, e scomparso nel 2011, l’artista viene raccontato da questo progetto espositivo attraverso una selezione che ricostruisce le tappe fondamentali della sua ricerca. Allestita negli spazi milanesi di BUILDING, la mostra costituisce l’occasione per vedere in Italia lavori provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, tra cui il Muzeum Sztuki di Łódź, in Polonia, e il Fonds de Dotation Roman Opałka.

Curata da Chiara Bertola, la rassegna prende le mosse dalla fondamentale ricerca OPALKA 1965 / 1-∞, su cui l’artista si è concentrato per larga parte della sua vita. Animato dal desiderio di assegnare una forma visiva allo scorrere del tempo, dopo aver identificato con i numeri una possibilità espressiva, Opałka ha iniziato a concentrarsi sulla serie pittorica Détail. Utilizzando un pennello a punta fine e quadri del medesimo formato, l’artista era solito dipingere sulla tela i numeri in progressione ‒ da 1 a infinito ‒ fino a saturare la superficie a sua disposizione.

In occasione della mostra milanese, in particolare, sono presentati insieme ‒ in maniera inedita ‒ il primo e l’ultimo Détail su tela. Entrambe le opere esposte rappresentano un’assoluta novità per l’Italia: la prima,  proveniente dal Muzeum Sztuki, non era mai stata esposta nel nostro Paese; l’ultima ‒ incompiuta ‒ appartiene a una collezione privata ed è al suo debutto espositivo nell’ambito di un’iniziativa pubblica.

Visitabile fino al 20 luglio, la mostra milanese ricostruisce le evoluzioni di tale ricerca, che includono il ricorso alla fotografia e alle registrazioni audio. Inoltre comprende, tra gli altri lavori, 7 Cartes de Voyages, 35 autoritratti fotografici, un nucleo di opere realizzate nel periodo antecedente al 1965 e un’intera sezione dedicata alla produzione grafica, tra acqueforti e fotolitografie.

[Immagine in apertura: Dire il tempo ‒ Roman Opałka, una retrospettiva, installation view © Roberto Marossi. Courtesy BUILDING]


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