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Una notte in un dipinto di Hopper? Presto possibile a Richmond

20 agosto 2019

Passare una notte all’interno di una delle celebri camere d’albero dipinte da Edward Hopper? Potrebbe essere il sogno proibito di molti appassionati d’arte: un sogno che sta per diventare realtà. Basta aspettare il 26 ottobre – giorno d’apertura della mostra Edward Hopper and the American Hotel – e comprare un biglietto aereo per Richmond, la città in cui ha sede il Virginia Museum of Fine Arts. Il museo americano si prepara infatti a inaugurare una eccezionale retrospettiva sul pittore statunitense, tra dipinti, scritti inediti ed esperienze in 3D.

Curata da Leo G. Mazow, Louise B. e J. Harwood Cochrane, la mostra punta i riflettori su un aspetto tanto rappresentativo quanto fino a oggi poco esplorato della pittura di Hopper: le stanze d’albergo. Edward Hopper and the American Hotel sarà infatti la prima esposizione interamente dedicata alle camere d’hotel dipinte dall’artista nel corso della sua carriera. Un percorso fatto di oltre sessanta quadri raffiguranti stanze d’albero, sale d’ingresso e camere di motel contraddistinti dai celebri giochi di luce, segno distintivo della poetica di Hopper.

Ma c’è di più. A rendere l’evento ancor più atteso, è la possibilità di “pernottare” all’interno di una delle opere di Hopper. Il dipinto Western Motel, realizzato nel 1957, prenderà infatti “vita” in una delle sale del Virginia Museum attraverso una simulazione tridimensionale. L’obiettivo? Riprodurre fedelmente ogni dettaglio della stanza d’hotel dipinta da Hopper, invitando lo spettatore a passare una notte all’interno del quadro e, di conseguenza, nel museo. L’Hopper Hotel Experience offrirà diversi servizi a pagamento, tra cui una cena al ristorante del museo o una visita guidata col curatore. Insomma, un vero e proprio “servizio alberghiero” all’interno del percorso espositivo.

Oltre ai dipinti di Hopper, la mostra – aperta fino al 23 febbraio 2020 – includerà una selezione di opere di artisti americani che si sono dedicata alla rappresentazione degli hotel e, più in generale, al tema del viaggio; tra loro, Edward Ruscha, Cindy Sherman, Charles Demuth e Reginald Marsh. L’ultimo capitolo dell’esposizione sarà infine dedicato ai documenti inediti: pagine di diario, cartoline e appunti privati di Josephine “Jo” Hopper – moglie dell’artista –, scritti e raccolti durante le vacanze della coppia tra Stati Uniti e Messico. Più che una mostra un grande “viaggio” – è proprio il caso di dirlo – all’interno del sogno americano.

[Immagine in apertura: Edward Hopper, Western Motel, 1957, oil on canvas. Yale University Art Gallery, New Haven, Bequest of Stephen C. Clark, B.A., 1903. © 2019 Heirs of Josephine N. Hopper / Artists Rights Society (ARS), NY]


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