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Aprirà a Rimini il museo dedicato a Federico Fellini

13 agosto 2019

A pochi mesi dalle celebrazioni per il centenario della nascita di Fellini, che ricorrerà il prossimo anno, il Comune di Rimini ‒ città natale del cineasta ‒ ha approvato il progetto definitivo del primo dei quattro stralci per la realizzazione del Museo Internazionale Federico Fellini. I lavori annunciati, che dovrebbero essere ultimati entro l’autunno 2020, porteranno alla nascita di un museo diffuso, distribuito in più luoghi del centro storico riminese. I siti coinvolti nell’operazione sono la rocca quattrocentesca di Castel Sismondo; il settecentesco Palazzo Valloni, recentemente restaurato e sede, al piano terra, del cinema Fulgor; la cosiddetta “Piazza dei Sogni”, ovvero lo spazio urbano delimitato da Piazza Malatesta, Castel Sismondo, Teatro Galli e Fulgor – Casa del Cinema.

A definire la natura del nascente Museo è stato il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che in una dichiarazione ha affermato che “non sarà un sacrario immobile ma l’esaltazione dinamica e mai ferma dell’eredità più elevata lasciata dal Maestro: il ‘tutto si immagina’ “. Negli intenti dei suoi promotori, il nuovo soggetto è infatti inteso “come centro della creatività, luogo di formazione e informazione, di ricerca e divulgazione, spazio espositivo innovativo, spettacolare e poetico“. Tali obiettivi saranno perseguiti attraverso un programma diversificato, finalizzato a ricostruire con scrupolo e rigore scientifico la complessità dell’universo creativo e umano di Fellini.

Ciascun sito scelto assolverà a una funzione peculiare. I set felliniani saranno riallestiti, combinando materiali scenici e avanzate tecnologie digitali, nelle sale di Castel Sismondo. Nella stessa sede, saranno proposte esposizioni temporanee con opere di artisti internazionali invitati a reinterpretare l’immaginario felliniano. L’attenzione si concentrerà quindi sulla poetica cinematografica di Fellini e sul rapporto tra il regista e la città a Palazzo Valloni – Fulgor. Qui prenderà forma la Casa del Cinema di Rimini, al cui interno saranno ospitati anche laboratori e proiezioni. Nel “cinemino”, ricostruito al secondo piano, tutti i giorni della settimana sarà possibile assistere ai 24 film ufficiali diretti da Federico Fellini. Infine, nell’area urbana, concepita come “creativo fil rouge tra questi due edifici dallo straordinario valore architettonico e simbolico“, sarà possibile muoversi in un percorso tra installazioni, scenografie felliniane e spazi per spettacoli all’aperto. Nell’operazione è previsto anche il coinvolgimento di Studio Azzurro, artefice per il Museo riminese di filmati e montaggi inediti per la durata di circa 300 ore.

Sottolineo l’equilibrio tra poesia e tecnologia ‒ ha aggiunto ancora Gnassi ‒. Non abbiamo voluto lo sbilanciamento né sulla ‘dittatura della tecnologia’, né sul museo come ‘sfilata di teche’. In questo senso questa è un’impresa felliniana permanente e cangiante, in bilico creativo tra la macchina organizzativa del ‘fare cinema’ e la capacità attraverso essa di esprimere poetiche e valori universali“.

 

[Immagine in apertura: Un render del Museo Internazionale Federico Fellini, relativo a La stanza del libro dei sogni  Fonte Comune di Rimini]


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