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La potenza fotografica di Thomas Struth, a Bilbao

4 ottobre 2019

È un progetto espositivo senza precedenti quello con cui il Guggenheim Museum di Bilbao ricostruisce quasi cinque decenni di attività del fotografo tedesco Thomas Struth. Originario di Geldern, in Germania, dove è nato nel 1954, l’autore lega la propria fama alla peculiare modalità di osservazione della fragilità dell’esistenza umana e dell’instabilità sociale: un’attitudine che lo ha reso uno tra i più influenti fotografi europei del secondo dopoguerra.

Aperta fino al 19 gennaio 2020, la retrospettiva Thomas Struth adotta un preciso criterio di ordine cronologico: la mostra riunisce più di 130 opere per delineare un ritratto esaustivo e approfondito dell’artista, attratto dalla fotografia fin negli anni della formazione alla Staatliche Kunstakademie di Düsseldorf. La narrazione proposta dalla mostra prende avvio proprio dagli esordi, quando con una fotocamera da 35 mm si lasciò “conquistare” dalla vita di strada. Ben presto la sua attenzione si spostò sul paesaggio urbano, analizzato nei suoi sviluppi sociali ed economici, con una particolare attenzione alle prime manifestazioni dell’imminente globalizzazione.

Lungo il percorso di visita si susseguono così focus che consentono di fare luce su specifiche fasi della produzione di Struth. Di assoluto rilievo, anche perché fin qui esposto solo in una precedente occasione, è l’archivio del fotografo. Un’intera sala del museo è riservata ai suoi materiali di lavoro, composti da schede, schizzi, inviti e testimonianze degli allestimenti delle sue mostre. Ma anche studi fotografici, quaderni, montaggi, materiali di ricerca, letture e audio. Presenti anche dipinti e disegni, a dimostrazione di quanto la pittura costituisca un’altra delle grandi passioni dell’artista.

Accanto alle serie Unconscious Places, Family Portraits, Audience, Museum Photographs, New Pictures from Paradise e This Place, la mostra costituisce l’occasione per soffermarsi su alcune esperienze professionali di Struth. È il caso degli scatti realizzati dopo la visita al NASA’s Space Museum del 2007, e della collaborazione con la Galleria dell’Accademia di Firenze del 2004. L’allora direttrice, Franca Falletti, invitò infatti il fotografo e altri artisti a creare un’opera d’arte in omaggio al David di Michelangelo, in occasione del cinquecentesimo anniversario della scultura.

[Immagine in apertura: Thomas Struth, Crosby Street, Soho, New York 1978 © Thomas Struth]


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