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Ai Weiwei – Odyssey

ZAC - ZISA ZONA ARTI CONTEMPORANEE - dal 23/04/2017 al 20/06/2017
Ai Weiwei - Odyssey

ZAC - ZISA ZONA ARTI CONTEMPORANEE

Via Paolo Gili 4 Palermo Italia
+39 0918431605
museispaziespositivi@comune.palermo.it

Info box

Generi: arte contemporanea, personale

Autori: Ai Weiwei

Odyssey nasce da un progetto di ricerca sui rifugiati e sui campi profughi nel mondo, avviato nel 2015 dal grande artista cinese che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Apre al pubblico il prossimo 23 aprile Odyssey, l’installazione realizzata da Ai Weiwei per lo spazio espositivo di ZAC – Zisa arti contemporanea, che interesserà l’intera superficie dell’area per circa 1000 metri quadrati. Odyssey nasce da un progetto di ricerca sui rifugiati e sui campi profughi nel mondo, avviato nel 2015 dal grande artista cinese che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Il progetto è promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e da Amnesty International Italia nell’ambito della XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia. L’organizzazione è di ruber.contemporanea, in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Palermo | dICODA Dipartimento di Comunicazione e didattica dell’Arte.
Dal 23 al 25 aprile 2017, Palermo ospiterà la XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, il massimo momento deliberativo dell’Organizzazione per la tutela dei diritti umani, che ha scelto quest’anno la Sicilia, approdo mediterraneo, sede d’incontro e di scambio tra popolazioni, lingue e culture millenarie diverse, per la cornice dei propri messaggi in favore dei diritti umani.
I lavori assembleari tradizionalmente a porte chiuse saranno preceduti da “Diritti in Cantiere”, una ricca serie di iniziative culturali ed educative che si svolgeranno a partire dal 21 aprile presso i Cantieri Culturali alla Zisa e vedranno le centinaia di soci delegati di Amnesty International provenienti da tutte le regioni italiane unirsi alla cittadinanza per partecipare a incontri, dibattiti, formazioni, concerti, proiezioni di film sui temi dell’accoglienza e della migrazione.
Il progetto Odyssey, è il risultato di un’indagine attenta che, partendo dallo studio dei primi spostamenti di massa degli esseri umani che risalgono al Vecchio Testamento, analizza la cornice storica, politica e sociale in cui la “crisi dei rifugiati” – che rappresenta il focus della sua ricerca – si sviluppa.
Un progetto di ricerca che ha radici profonde come spiega lo stesso artista: «Ho pensato alla mia esperienza come rifugiato. Quando sono nato, mio padre, Ai Qing, è stato denunciato come nemico del partito e del popolo. Siamo stati mandati in un campo di lavoro in una regione remota lontano da casa […] È un’esperienza terribile essere considerato straniero nel tuo paese, nemico della tua gente e delle cose che più mio padre amava» (Laundromat, Jeffrey Deitch, New York, 2016). Il suo interesse per lo studio di questo tema nasce già nel 2011, quando Ai Weiwei viene arrestato, ma può concretizzarsi solo nel 2015 quando gli viene restituito il passaporto e la possibilità di viaggiare fuori dalla Cina per visitare i campi profughi di diversi paesi, tra cui Grecia, Turchia, Libano, Giordania, Israele, Gaza, Kenya, Afghanistan, Iraq, Pakistan, Bangladesh, Messico. Nel 2016 gira un documentario sulla situazione mondiale dei rifugiati.
Ai Weiwei, da sempre impegnato tra attivismo politico e ricerca artistica, è forse l’artista cinese oggi più famoso nel mondo e nel 2015 è stato nominato Ambasciatore della Coscienza di Amnesty International. Ha realizzato per Palermo un’istallazione di straordinaria forza realizzata attraverso una lunga ricerca iconografica alimentata da immagini tratte dai social media e dal materiale da lui raccolto nel corso dei suoi viaggi e durante le visite nei campi profughi, organizzato secondo stilemi che si ispirano agli elementi grafici e compositivi delle antiche civiltà. L’installazione Odyssey traduce in una grafica allo stesso tempo terribile – per la forza contenuti – e accattivante – per la pulizia della forma – , attraverso sei diversi motivi decorativi, le immagini raccolte in questi anni di ricerca.
Segue una spiegazione dettagliata del progetto dove l’Artista illustra il metodo di ricerca, il suo approccio al tema e i contenuti dell’opera:
«Nel corso del 2016 sono stato impegnato nella produzione di un documentario sulla crisi dei rifugiati. Ho viaggiato attraverso più di dieci paesi in diversi continenti, e ho visitato decine di campi profughi. Ho intervistato i profughi e tutti gli attori coinvolti, come ad esempio i politici locali e le organizzazioni non governative. La crisi dei rifugiati ha un contesto assai ampio. Si intrecciano diverse storie, conflitti regionali e religiosi, pressioni economiche, e le crisi ambientali che hanno contribuito alla più ampia definizione di quello che è la crisi dei rifugiati.
Io e il mio team abbiamo analizzato a fondo questo tema, siamo partiti dallo studio dei primi spostamenti di massa degli esseri uomani, che risalgono al Vecchio Testamento. L’utilizzo della carta da parati è direttamente collegato al desiderio di trovare un linguaggio visivo che tragga ispirazione dai disegni, dalle incisioni, dalle ceramiche e ai dipinti murali delle antiche civiltà greche ed egizie. Per rendere evidente la contemporaneità della crisi, abbiamo integarto questo bagaglio iconografico con immagini tratte dai social media e da Internet, inseme ad immagini da me raccolte. Abbiamo anche esaminato la letteratura e le condizioni politiche dei vari contesti. Ho impiegato più di mezzo anno nel completare il disegno della carta da parati che include sei temi: la guerra, le rovine della guerra, il viaggio dei rifugiati, la traversata del mare, i campi dei profughi, le manifestazioni e le proteste».

UFFICIO STAMPA – Civita UFFICIO STAMPA Amnesty International Italia
ANTONIO GERBINO PAOLA NIGRELLI
mob. +39 335 413512 mob. + 39 348 6974361
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BARBARA IZZO
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Ai Weiwei (1957) è un artista che vive e lavora tra Berlino e Pechino. Suo padre, il poeta Ai Qing, è stato denunciato dal Partito Comunista Cinese nel 1958 e la sua famiglia mandata ai campi di lavoro, prima vicino la Corea del Nord e in seguito nella provincia di Xinjiang. La famiglia torna a Pechino solo nel 1976, dopo la fine della Rivoluzione Culturale.
Ai Weiwei ha studiato animazione presso la Film Academy di Pechino e all’inizio degli anni Ottanata si è trasferito a New York per studiare Arte. Quando, dieci anni più tardi, torna in Cina, Ai Weiwei inizia a sostenere artisti sperimentali pubblicando libri underground e curando esposizioni d’avanguardia.
Ha lavorato con molti media, realizzando sculture, installazioni, fotoGrafie, progetti architettonici e film/documentari. Ai Weiwei è un fermo sostenitore dei diritti umani e della libertà di parola; nel 2012 ha ricevuto il premio Václav Havel Creative Dissent per i diritti umani e nel 2015 il premio Ambasciatore della Coscienza per Amnesty International.

CV
Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo in mostre monografiche, tra queste: Law of the Journey, National Gallery in Prague, Praga (2017), translocation — transformation, 21er Haus Museum of Contemporary Art, Vienna; Ai Weiwei. Libero, Palazzo Strozzi, Firenze; Around Ai Weiwei: Photography 1983-2016, Camera Centro Italiano per la Fotografia, Torino; Ai Weiwei 2016: Roots and Branches, Lisson Gallery, New York; Ai Weiwei 2016: Roots and Branches, Mary Boone Gallery, New York; Laundromat, Jeffrey Deitch, New York (2016), Ruptures, Faurschou Foundation, Copenhagen; Ai Weiwei, Galleria Continua, Pechino; Ai Weiwei, Royal Academy of Art, Londra; Ai Weiwei @ Helsinki, Helsinki Art Museum, Helsinki; Circle of Animals/Zodiac Heads, Contemporary Art Centre Malagá, Malagá (2015) Evidence, Martin-Gropius-Bau, Berlino; @Large: Ai Weiwei, Alcatraz, San Francisco; On the Table. Ai Weiwei, La Virreina Image Centre, Barcelona (2014), 55a Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Padiglione della Germania, Venezia; Ai Weiwei: Screening Room, Hotel Bauer, Venezia (2013); Ai Weiwei: According to What?, Hirshhorn Museum, Washington D.C.; Interlacing, Jeu de Paume, Parigi (2012); Circle of Animals, Somerset House, Londra; Ai Weiwei: Absent, Taipei Fine Arts Museum, Taipei (2011); Ai Weiwei: Sunflower Seeds, Tate Modern, Londra (2010); So Sorry, Haus der Kunst, Monaco, Ai Weiwei: New York Photographs 1983-1993, Three Shadows Photography Art Centre, Beijing (2009); Ai Weiwei, Kunsthalle Bern, Berna (2004).
Tra le mostre collettive ricordiamo: Roland Flexner – Ai Weiwei, Massimo De Carlo, Hong Kong (2017), Terra provocata, Fondazione del Monte, Bologna; East Asian Video Frames, Pori Art Museum, Pori; Performing for the Camera, Tate Modern, Londra UK; Chinese Whispers, Kunstmuseum Bern & Zentrum Paul Klee, Berna (2016), 56a Mostra Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia; Go East, Art Gallery of New South Wales, Sydney; A Brief History of the Future, Louvre; Andy Warhol | Ai Weiwei, National Gallery of Victoria, Melbourne, Australia (2015), 14a Mostra Internazionale d’Architettura La Biennale di Venezia, Palazzo Franchetti, Venezia; Beyond and Between, Leeum Samsung Museum of Art, Seoul (2014); Busan Biennale, Busan (2012); 29a Biennale di San Paolo, San Paolo; documenta 12, Kassel (2007); I Triennale di Guangzhou, Guangdong Museum of Art, Guangzhou (2002); Fuck Off, EastLink Gallery, Shanghai (2000); II Stars Exhibition, National Art Museum of China, Beijing (1980); I Stars Exhibition all’esterno del National Art Museum of China, Beijing (1979).
Le sue opere sono presenti nelle seguenti collezioni: Centre Pompidou, Paris; De Pont Museum, Tilburg; Essl Museum, Klosterneuburg; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek; Guggenheim Museum, New York; Museen Dahlem, Berlin; Museum DKM, Duisburg; Museum für Asiatische Kunst, Berlin; Museum of Contemporary Art, San Diego; Museum of Modern Art, New York; Rubell Family Collection, Miami; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, DC; Tate Collection, London; Queensland Art Gallery, Brisbane,; Walther Collection, Neu-Ulm.

Amnesty International è un movimento di oltre sette milioni di persone determinate a creare un mondo più giusto in cui ogni persona possa godere dei diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Fondata nel 1961 dall’avvocato inglese Peter Benenson e insignita del Premio Nobel per la pace nel 1977, Amnesty International conta oggi soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi nel mondo eha contribuito a ridare libertà e dignità, in 50 anni di attività, a oltre 50.000 persone, salvando tre vite al giorno.

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