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Agrigento. Un po’ Grecia un po’ Italia.

4 giugno 2014

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Hanno lasciato la loro patria cercando nuove terre, spazi immacolati dove stabilirsi e prosperare. Hanno affrontato con coraggio ammirevole i rischi del mare, approdando infine su un’isola dal fascino assoluto, luogo mitopoietico: dove nascono storie e leggende, favole e racconti, divinità ed eroi. Qui hanno seminato e raccolto, lottato e infine prosperato. Qui hanno creato uno tra i luoghi più incredibili d’Europa.

Non conosciamo i nomi dei coloni greci che hanno attraccato, oltre duemila anni fa, sulle coste della Sicilia. Ma abbiamo ancora oggi davanti agli occhi il lascito straordinario della loro fantastica avventura: è Agrigento, con la sua spettacolare Valle dei Templi, una delle Sette Meraviglie oggetto della nuova serie realizzata da Sky Arte HD. Viaggio alla scoperta dei siti archeologici, delle città e dei frammenti di paesaggio inseriti dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Una superficie di milletrecento ettari, che ne fa il parco archeologico più esteso al mondo; un numero di visitatori che ogni anno supera abbondantemente il mezzo milione: numeri impressionanti quelli di cui gode l’antica Akragas, fondata su iniziativa di alcuni esuli della vicina Gela, discendenti di popolazioni giunte dalle isole di Creta e di Rodi. Protagonisti di un meltin pot culturale che ha aggiornato stili architettonici e artistici, arrivando a superare i modelli della madrepatria.

Come la Grecia, anzi: più della Grecia. E dunque Magna Grecia. Agrigento è simbolo dell’opulenza, della raffinatezza estetica e della profonda maturità ingegneristica raggiunta dai popoli ellenici. Lo dimostrano i resti, sublimi, del celeberrimo tempio della Concordia, uno dei dieci luoghi sacri che dominano la Valle; le severe ed eleganti colonne in stile dorico si stagliano all’orizzonte dominando la macchia mediterranea, offrendo visuali mozzafiato.

La curiosità – Tra i luoghi più visitati della Valle dei Templi la tomba del tiranno Terone, considerato tra i sovrani più illuminati del suo tempo. Grande mecenate, è reso immortale dai versi di Pindaro e Simonide: che fanno risalire la sua discendenza addirittura a Telemaco, leggendario figlio di Ulisse.