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Le cattive ragazze del rock

17 luglio 2015

Janis Joplin

Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto. Ne è convinta la psicologa tedesca Ute Ehrhardt, al punto da scriverci un libro – dal titolo divertente, ma serissimo nel contenuto. E non è l’unica, a pensarla così: domenica sera, Sky Arte HD dedica alle bad girls del rock un’intera serata.

Prima delle Rock Ladies ospiti il 19 luglio sarà Janis Joplin, che andiamo a conoscere proprio agli esordi della sua carriera in Nine hundred nights. Tutti noi abbiamo in mente la donna di carattere, che da sola si è fatta largo in una scena musicale quasi esclusivamente maschile: lei, il girl power l’ha cantato a pieni polmoni, con quella sua voce graffiante e passionale che sembrava venirle direttamente dall’anima.
Pochi sanno però che a lanciare Janis è stata una band, i Big Brother and the Holding Company. Saranno loro a raccontarsi – e raccontarci di Janis, soprattutto: del modo in cui la cantante è entrata far parte del gruppo, divenendone in breve tempo il centro focale; di come la sua energia creativa fosse così prorompente, che la stessa band non è riuscita ad affiancarla nel seguito di una breve ma intensissima carriera.
Alcune generazioni dopo, il mondo conoscerà un’altra “dura” della musica, il cui animo però resterà irrimediabilmente tormentato al punto da segnarne la stessa vita. Ma più che per gli eccessi e il gossip, più che per i fatti di cronaca, Amy Winehouse merita di essere ricordata per la sua capacità di segnare in modo profondo il panorama musicale internazionale. È il 2007, ad appena 25 anni la cantante è già una stella di portata globale: un successo, il suo, certificato dalla conquista dei British Music Award come miglior interprete femminile. E dimostrato nel corso di un live da pelle d’oca.
La cornice è quella della Porchester Hall di Londra, in scaletta tutti i grandi successi prodotti nella sua breve ma fulgidissima carriera: una forza della natura, Amy Winehouse, che coinvolge il pubblico con tutta la sua trascinante e contagiosa energia.

Restiamo ancora a Londra per assistere infine a un concerto insolitamente intimo e riflessivo, considerando che ad esibirsi è Skin con i suoi Skunk Anansie. Non ci sono amplificatori colossali, né chilometriche pedaliere cariche di effetti e colori alla Belgravia Cadogan Hall di Londra. È come se nella sede della prestigiosa Royal Philharmonic Orchestra avessero improvvisamente staccato la corrente: sul palco la magia di un set acustico che sa tessere trame di incredibile empatia.
È stata una serata davvero speciale” ha confessato Skin, “ha dimostrato un nuovo lato della band”. Un lato che ha subito conquistato i novecento fortunati che nel 2013 hanno potuto assistere all’esibizione. Invitati a lasciarsi conquistare da brani che hanno segnato la storia recente del rock; a partire dalla splendida Hedonism (Just because you feel good), singolo più rappresentativo della band.

Commentate sui social network la speciale programmazione, seguendo l’hashtag #RockLadies.


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