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L’orgogliosa Cecenia di Davide Monteleone

12 giugno 2014

In molti hanno provato a domarli. Russi e ottomani, zar e comunisti: li hanno colpiti, massacrati, deportati, vilipesi, schiavizzati, insultati, defraudati. Hanno saccheggiato la loro terra, stuprandola e depredandola delle sue ricchezze. Ma nessuno è mai riuscito a spegnere del tutto le braci di un orgoglio indomabile, che cova sotto ceneri di disprezzo e dolore. Ma resta ancora lì, tenace, a brillare nel buio di una Storia scritta da vincitori impietosi.

A fare giustizia di un intero popolo non è, oggi, un nuovo condottiero. Non un guerrigliero, non un uomo politico. Ma un reporter. Davide Monteleone, che ricordate per essere stato protagonista della prima stagione di Fotografi , e che oggi arriva a Milano per raccontarci la sua Cecenia. Terra estrema nella quale si è spinto, a più riprese, dai primi Anni Zero ad oggi; dove ha conosciuto e documentato la disperata resistenza della popolazione locale, minacciata dal potere di Mosca e dalle subdole lusinghe di una globalizzazione distrofica.

Sono scatti di drammatica meraviglia quelli che il fotografo romano coglie nelle periferie di Grozny e nelle desolate imponenti lande del Caucaso; testimonianza del dramma di una nazione negata, di genti perennemente sconfitte. Che tuttavia non si arrendono: trovando nelle proprie tradizioni strenue dichiarazioni di identità più che di indipendenza, facendo di riti antichi e nuove forme di socialità un antidoto all’accettazione della sottomissione.

Le telecamere di Sky Arte HD incontrano Davide a Milano, nei suggestivi spazi del Museo Francesco Messina. È una chiesa sconsacrata nel cuore della città a custodire la memoria dello scultore e ad essere, oggi, palcoscenico per il progetto che è valso al reporter la conquista del prestigioso premio Carmignac. Una preghiera laica le sue immagini, inno alzato in onore a donne e uomini che esercitano giorno dopo giorno il proprio eroismo silenzioso.

La curiosità – Il tentativo da parte dell’establishment filorusso di occidentalizzare la fiera popolazione cecena avviene anche attraverso la vetrina dello sport. Desta scalpore nel 2011 l’ingaggio come allenatore, da parte della squadra di calcio del Terek Grozny, dell’ex campione milanista Ruud Gullit. Amara l’esperienza in panchina per l’olandese, esonerato nello spazio di appena sei mesi.


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