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Napoli, il Seicento e Caravaggio

10 aprile 2017

Caravaggio

Si rinnova l’appuntamento con Sette Meraviglie, la serie dedicata a sette città simbolo del patrimonio artistico italiano. Un viaggio unico, tra arte, storia e architettura, che svela le bellezze di cui il nostro Paese è custode. Anche in questa stagione, attraverso immagini esclusive, realizzate grazie alle più moderne tecniche di ripresa, e all’ausilio di illustrazioni storiche, non mancheranno le curiosità in merito ai luoghi protetti dall’UNESCO.

Il secondo episodio, in onda lunedì 10 aprile, ci accompagnerà a Napoli ai tempi di Caravaggio. Crocevia di uomini, arte e storia, la città partenopea ospitò uno degli artisti destinati a cambiare il corso della pittura, Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Un uomo che visse di contraddizioni proprio come il centro storico della città che lo accolse.

Napoli ha due facce. Una è pittoresca e chiassosa, fatta di vicoli, case e chiese; l’altra, invece, è silenziosa, misteriosa e buia: è la Napoli sotterranea. All’inizio il sistema di cunicoli che serpeggiavano sotto la città serviva solo per l’approvvigionamento dell’acqua potabile, poi da queste cave gli abitanti iniziarono a prelevare tufo per costruire le proprie abitazioni, nel periodo in cui era loro vietato introdurre all’interno delle mura cittadine materiale da costruzione. Era un provvedimento imposto per cercare di contenere l’inarrestabile incremento della popolazione.

Nel Seicento, infatti, Napoli era una delle città più popolate d’Europa. Proprio ai volti dei suoi abitanti si ispirò Caravaggio per dare vita a dipinti rivoluzionari. Del grande artista la città custodisce oggi tre capolavori: Le sette opere di misericordia, presso il Pio Monte della Misericordia, La flagellazione di Cristo, a Capodimonte, e Il martirio di sant’Orsola, a Palazzo Zevallos.

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