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Sulle tracce dei capolavori perduti

8 giugno 2018

Sarà una lunga serata all’insegna de Il mistero dei capolavori perduti quella in serbo per il pubblico di Sky Arte HD domenica 10 giugno. Una compilation di episodi della serie che “riporta in vita” opere andate perse per le ragioni più disparate, grazie all’intervento del team di Factum Arte.

Lo speciale prenderà le mosse dallo scontro fra il Terzo Reich e un’opera di Gustav Klimt del 1901, Medicina. Commissionato al pittore viennese nel 1894 per il soffitto della Grande Sala dell’Università cittadina, il dipinto sin da subito generò reazioni contrastanti. Rigettato dalla Facoltà di Medicina, il dipinto “amorale” non venne mai collocato nella sua destinazione originaria. Lo si ritrova sul finire della Seconda Guerra Mondiale in un castello a nord di Vienna, dove era stato spostato per preservarlo dai bombardamenti alleati sulla città. Proprio mentre i nazisti in Austria firmavano la resa, la mattina del 7 maggio 1945, un’unità delle SS fece irruzione nel maniero gotico, nel corso della propria ritirata. Prima di sgomberare il castello, il giorno successivo i militari piazzarono degli esplosivi nelle quattro torri dell’edificio, facendole detonare all’arrivo dei nemici russi: Schloss Immendorf bruciò per quattro giorni e, con esso, il capolavoro di Klimt.

In Monet brucia! l’attenzione si focalizzerà sull’autore delle celeberrime Ninfee, protagoniste di un evento passato alla Storia. Dopo la morte di Claude Monet, che in vita aveva distrutto numerosi dipinti spinto da una feroce autocritica, molte delle sue Ninfee furono donate al Museo dell’Orangerie e oggi sono esposte in due sale ovali progettate ad hoc. Nonostante all’inizio fossero state bocciate dai critici e dal pubblico, intorno agli anni Cinquanta le enormi tele di Monet cominciarono a riscuotere successo e il MoMA di New York decise di acquistare due dipinti della serie Ninfee. Purtroppo, però, nel 1958, al MoMa scoppiò un incendio mentre alcuni operai si occupavano dell’installazione dell’impianto di condizionamento. La maggior parte dei dipinti collocati sul piano interessato dalle fiamme si salvarono, ma alcuni furono gravemente danneggiati e, tra questi, entrambe le Ninfee di Monet. La drammatica notizia sconvolse il grande pubblico e, grazie a svariate donazioni, in poco più di un anno il museo riuscì ad acquistare un altro quadro dal figlio di Monet, ancora oggi esposto nelle sale newyorkesi.

Durante l’episodio Van Gogh sotto le bombe i riflettori si accenderanno su un’opera distrutta dalla ferocia della Storia, raffigurante uno dei soggetti preferiti dal pittore olandese, i girasoli. Nell’agosto del 1888, in una sola settimana, Van Gogh realizzò quattro eccezionali dipinti della serie dei Girasoli, un fiore cui l’artista attribuiva molti significati simbolici. Vaso con cinque girasoli, il secondo quadro della serie, finì in Giappone, negli anni Venti del secolo scorso, dopo essere stato acquistato da Koyata Yamamoto, un uomo d’affari di Ashiya, cittadina vicino a Osaka. Yamamoto conservò il dipinto sulla parete del salotto della sua residenza nel quartiere Uchide di Ashiya ma, nel 1945, la città subì quattro incursioni aeree da parte dell’esercito americano sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. Durante l’attacco finale, nello stesso giorno in cui la bomba atomica veniva sganciata su Hiroshima, ottantanove persone furono uccise e l’abitazione di Yamamoto fu una delle quasi tremila case rase al suolo. Anche il Vaso con cinque girasoli scomparve per sempre.

Infine la puntata Il Vermeer rubato narrerà al pubblico la storia di uno dei furti più celebri di sempre. Protagonista un dipinto dell’artista olandese Johannes Vermeer, non ancora ritrovato. Valutato oggi 200 milioni di dollari, Concerto a tre figura tra le opere più ricercate dall’FBI. Trafugato, il 18 marzo 1990, da due ladri travestiti da poliziotti che riuscirono a introdursi nel Museo Isabella Stewart Gardner a Boston, il dipinto sparì nel nulla insieme a diversi manufatti storici, collezionati dall’ereditiera di Boston tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso, inclusi dei Rembrandt, dei Manet e alcuni disegni di Degas. Il dipinto è uno dei quasi quaranta quadri esistenti prodotti dall’artista nel Seicento, a Delft. Per rintracciare gli autori del furto sono state seguite numerose tracce, che hanno impegnato professionisti di tutto il mondo e svariati libri sono stati scritti sull’argomento, ma fino a oggi nessuno dei dipinti è stato ritrovato. Concerto a tre è un’opera avvolta da un alone di mistero, al pari del suo autore, di cui si hanno pochissime informazioni sul fronte biografico.

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