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Da Canova a Paola Pivi

15 maggio 2019

Il nuovo episodio di Artbox, in onda su Sky Arte giovedì 16 maggio, si apre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Siamo all’interno della mostra Canova e l’antico, che si sviluppa intorno al confronto tra l’opera di Antonio Canova e i modelli classici che l’hanno ispirato. 120, tra statue in marmo, calchi in gesso, dipinti monocromi e acquarelli di quello che, per i suoi contemporanei, fu il novello Fidia, dialogano con i reperti di Ercolano e Pompei. Il direttore Paolo Giulierini spiega il significato del neoclassicismo e la forza artistica dirompente di Canova insieme al curatore della mostra Giuseppe Pavanello e a due tra i maggiori prestatori di opere, Sergej Androsov, capo del dipartimento di scultura dell’Ermitage, e Mario Guderzo, direttore della Gypsotheca di Possagno.

Ci sposteremo poi a Milano per visitare la prima mostra Italiana dello street artist francese Mr Brainwash, il quale trasforma MN Lab nel palcoscenico di una performance a due con lo chef Alessandro Borghese, che prepara un piatto ispirato dal suo incontro con Mr Brainwash, mentre quest’ultimo tramuta un camice da chef nel manifesto del suo motto: Life is Beautiful.

Dall’Italia alla Norvegia il passo non è poi così lungo. Per celebrare il 50esimo anniversario dell’allunaggio del 1969, il museo norvegese Henie Onstad presenta la mostra The Moon: From Inner World to Outer Space. Attraversando il tempo e le discipline, la mostra guarda alla Luna come oggetto di studio, sogno, mito, avamposto per future colonizzazioni dello spazio.

La puntata si concluderà al MAXXI di Roma con Paola Pivi. World record, la monografica dedicata dal museo all’artista Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999. Paola Pivi, artista nomade che ha vissuto a Shanghai e ad Alicudi, per poi decidere di stabilirsi in Alaska, ricrea un progetto site specific che coinvolge il pubblico, un racconto leggero incentrato sui temi dell’innocenza e della semplicità, un ritorno all’infanzia con la consapevolezza dell’età adulta. Opere di diverse dimensioni e natura trovano negli spazi del MAXXI un teatro che ha permesso a quella leggerezza di esprimersi in grande libertà.
La recensione, questa volta, è a cura dell’artista Emilio Isgrò, che ci parla della mostra milanese intitolata a Roy Lichtenstein.


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