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La storia di Sam Cooke

16 febbraio 2018

Nuovo appuntamento, su Sky Arte HD, con le Muse Inquietanti narrate da Carlo Lucarelli. Durante l’episodio in onda lunedì 19 febbraio, intitolato Sam Cooke, la musica del cambiamento, i riflettori si accenderanno su una delle leggende del rhythm and blues.

È la sera dell’11 dicembre 1964 e siamo a Los Angeles, all’Hacienda Motel, un alberghetto da tre dollari a notte. All’improvviso una ragazza scende le scale urlando, ha i vestiti strappati ed è terrorizzata. Poco dopo scende anche un uomo, ha addosso solo la giacca e le scarpe e si avventa gridando sulla portiera del motel. La donna afferra una pistola e gli spara tre colpi di calibro 22 al petto e l’uomo ha solo il tempo di dire: “Signora, lei mi ha sparato!” e cade a terra morto.

Quell’uomo è Sam Cooke e non era la prima volta che rischiava di essere ammazzato. Era successo anche un anno prima, nell’ottobre del 1963, in Louisiana. Sam è in giro per concerti con il suo gruppo e decide di fermarsi a dormire in un Holiday Inn con la moglie, così prende il telefono e prenota una stanza per la notte. Ma quando arriva all’hotel non li fanno entrare perché sono neri. E quello è un hotel “white only”. Sam si infuria, sbraita, ma non c’è niente da fare, devono andarsene.

Così Sam Cooke scrive una canzone, perché non sopporta più le ingiustizie, il dolore e la violenza che subisce ogni giorno la gente come lui. Si intitola A change is gonna come e diventerà uno degli inni del Movimento per i Diritti Civili dei neri degli Stati Uniti.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #MuseInquietanti.