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Le grandi voci della musica italiana

19 giugno 2018

La serie 33 giri – Italian Masters torna su Sky Arte HD con un remix degli episodi che hanno svelato i segreti di album indimenticabili firmati da artisti straordinari, grazie alla riapertura delle bobine con i nastri originali delle canzoni. Proprio ad alcuni di questi eccezionali musicisti è dedicato lo speciale in onda mercoledì 20 giugno.

Il primo episodio, intitolato a Lucio Dalla, prende spunto dal disco Com’è profondo il mare, pubblicato dal cantautore nel 1977. Ron e Maurizio Biancani, colleghi di Dalla, siedono al mixer nello storico studio di registrazione Fonoprint di Bologna per riascoltare insieme il master dell’album. Mentre Ron ricorda la sua partecipazione al disco, dove al tempo suonò la chitarra acustica, Maurizio Biancani, padrone di casa al Fonoprint, si destreggia tra le varie canzoni dell’album, isolando le singole tracce di alcuni brani chiave permettendoci di ascoltare, per la prima volta, soltanto uno strumento oppure la voce o, ancora, solo un effetto. Samuele Bersani, Riccardo Sinigallia, Ricky Portera, Jimmy Villotti, Stefano Senardi, Mara Maionchi, Michele Mondella e Alessandro Colombini completeranno il mosaico di un racconto suggestivo.

Crêuza de mä inizierà a girare sulle bobine di una delle sale delle Officine Meccaniche di Milano, lo studio di proprietà di Mauro Pagani. Non solo padrone di casa e talentuoso musicista-arrangiatore, ma anche protagonista, insieme a Fabrizio De André, di un disco che avrebbe anticipato i tempi. Un sapore etnico, l’utilizzo di strumenti acquistati in giro per il Mediterraneo e di altri fabbricati in casa, l’uso del dialetto genovese sono gli aspetti che hanno reso unico questo disco e anticipato quella che verrà definita world music. Alle testimonianze di Pagani si aggiungeranno quelle di Cristiano De André, Dori Ghezzi, Stefano Senardi, Mara Maionchi e Andrea Scanzi.

Il sipario si alzerà poi su La voce del padrone, un disco che ha cambiato la storia della musica italiana e la carriera del suo autore, Franco Battiato, che con questo album ottenne il primo vero successo di vendita, superando il milione di copie. Una volta sincronizzate le tracce sulle piste del mixer digitale del produttore Pino Pischetola, detto Pinaxa, partirà l’ascolto dei brani. L’istrionico Morgan esprimerà tutto il suo entusiasmo per le canzoni del Maestro, e Alice, oltre a ricordare il momento di gioia condivisa con Battiato nel 1981 e il loro periodo di collaborazione, interpreterà una delle sue canzoni preferite dall’album La voce del padrone, intitolata Gli uccelli, accompagnata dal pianista Carlo Guaitoli, storico collaboratore di Battiato dal 1993.

L’episodio successivo, dedicato a Francesco Guccini, accenderà i riflettori sul suo quarto disco, Radici, che ha segnato il vero successo di pubblico del cantautore. Le “radici” sono infatti il concept dell’album, da quelle familiari a quelle politiche. La cornice dell’amata casa di Pavana rende l’intervista con Guccini decisamente intima e sentita. Francesco ricorda come nacquero i brani storici di quel disco, da La Locomotiva a Il vecchio e il bambino fino a Incontro. Il lato musicale è esplorato in Fonoprint con l’arrangiatore pianista, il leggendario Vince Tempera, accompagnato dal famoso chitarrista Flaco Biondini nonché attuale cantante della band di Guccini, che propone il repertorio dal vivo da quando il cantautore ha deciso di smettere con le tournée. Tocca invece a Maurizio Biancani far emergere tutte le sfaccettature che supportano il cantato folkeggiante di Francesco.

A seguire ascolteremo uno dei dischi più celebri di Ivan GrazianiPigro. Le voci del figlio Filippo, anch’egli cantautore, e quelle di Federico Poggipollini, chitarrista di Ligabue, accompagnano le note dell’album, mescolate ai ricordi delle persone vicine all’artista abruzzese scomparso nel 1997. Sullo sfondo dello studio milanese “Il Cortile”, Walter Calloni, batterista di Graziani e membro, insieme a quest’ultimo, del gruppo ribattezzato “I ragazzi del mulino”, approfondisce le ritmiche e i passaggi dei brani Pigro e Monnalisa, mentre la voce di Graziani emerge non solo dai testi, ma anche dagli intervalli fra le tracce. Non mancano i ricordi della moglie Anna, coinvolta nella scrittura delle canzoni, e dei colleghi Mara Maionchi e Stefano Senardi.

La parola passerà poi a Rino Gaetano e al suo secondo disco, pubblicato nel 1976, Mio fratello è figlio unico, che, pur non essendo il più venduto, ha gettato le basi degli album successivi. Lo storico ufficio stampa del cantautore calabrese, Michele Mondella, ci farà immergere nel mondo in cui Rino Gaetano si muoveva durante la scrittura, l’incisione e la pubblicazione del disco, tra i suoi pensieri e i suoi atteggiamenti da non divo, mentre la sorella Anna rievocherà le sue sfumature caratteriali. Al mixer il chitarrista Luciano Ciccaglioni ascolterà le tracce del disco insieme al pianista Arturo Stalteri, mentre il primo live è la reinterpretazione esclusiva di Berta Filava da parte di una band che ha partecipato a diversi concerti-tributo a Gaetano ossia la Bandabardò. Il finale, invece, è riservato a Sergio Cammariere, scopertosi cugino di Rino negli anni Novanta.

La serata si concluderà con Giorgio Gaber e il suo Far finta di essere sani. Registrato nel 1974, l’album segna un cambio di passo nella carriera dell’artista milanese il quale decide di concentrarsi sul “teatro canzone” dopo varie esperienze televisive. I temi trattati nei testi risentono molto dell’attualità e nascono dall’urgenza comunicativa del duo Gaber-Luporini, coadiuvati dall’arrangiatore e musicista Giorgio Casellato. Il pensiero degli autori viene espresso con uno stile talvolta più impegnato altre più divertente, traendo spunto delle teorie allora contemporanee e innovative dello psichiatra Franco Basaglia.
Al mixer, coadiuvati dallo storico produttore Maurizio Biancani, il chitarrista Sergio Farina e il batterista Tullio De Piscopo ripercorreranno alcuni dei momenti memorabili trascorsi in studio, Stefano Senardi e il presidente della Fondazione Gaber, Paolo Dal Bon, caleranno il disco nel contesto dell’epoca, mentre Dalia, la figlia di Giorgio Gaber, svelerà gli aspetti più privati del musicista. Neri Marcorè, infine, si esibirà in due performance dal sapore intimo e teatrale.

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