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La rivoluzione del ‘68

24 maggio 2018

A cinquant’anni di distanza dalla svolta che il 1968 impresse alla storia recente, sbarca su Sky Arte HD 68 – Pop Revolution, la serie in quattro puntate che ripercorre il ’68 italiano attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti.

Un excursus non solo politico ma che descrive il cambiamento complessivo vissuto dalla società italiana, ancorata a vecchi schemi paternalistici. A raccontare la propria esperienza saranno alcuni tra i leader del movimento studentesco, Capanna, Boato e Viale, ma anche storici e protagonisti della società dello spettacolo come Carlo Verdone o Toni Capuozzo.

Il primo dei due episodi in onda venerdì 25 maggio, intitolato Il vento del cambiamento, trae spunto dalle origini del movimento sessantottino e dunque dalle prime occupazioni a Pisa e a Trento nel 1966, compiute dagli studenti per migliorare l’organizzazione dei corsi e a ottenere, nel caso trentino, il riconoscimento legale del titolo di studio in sociologia. Anche la musica risente di questo fermento, ne è la prova l’emergere di gruppi come i Beatles e i Rolling Stones, ma anche l’Equipe84 e i Rokes. I giovani acquisiscono una nuova consapevolezza e nell’anno successivo le proteste si allargano. A Milano, gli studenti della Cattolica occupano l’università e i loro leader, tra i quali Mario Capanna, vengono espulsi. Queste vicende scatenano la protesta in tutta la città.

Il secondo episodio, intitolato Rivoluzione!, tratteggia i contorni del primo fenomeno di contestazione globale, che coinvolge anche i vari ambiti della creatività ‒ dal cinema, con Marco Bellocchio che, con il suo film I pugni in tasca, descrive l’universo della società borghese di provincia, al teatro fino ai cineclub in cui vengono proiettati i film d’autore. Il Sessantotto divampa in tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina a Praga. In Italia le cose prendono una piega violenta quando la polizia interviene contro gli studenti a Roma, a Valle Giulia, dando vita a uno scontro non solo fisico, ma anche culturale. L’oggetto della lotta sono infatti i tabù delle generazioni precedenti, spazzati via dal desiderio di emancipazione dei giovani di allora.

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