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Monet e il rogo delle Ninfee

24 aprile 2018

Torna, su Sky Arte HD, l’ormai consueto appuntamento con la serie Il mistero dei capolavori perduti, dedicata a opere d’arte andate distrutte per sempre in seguito alle cause più disparate. Durante l’episodio in onda giovedì 26 aprile, dal titolo Monet brucia!, l’attenzione si focalizzerà sull’autore delle celeberrime Ninfee, protagoniste di un evento passato alla Storia.

Dopo la morte di Claude Monet, che in vita aveva distrutto numerosi dipinti spinto da una feroce autocritica, molte delle sue Ninfee furono donate al Museo dell’Orangerie di Giverny e oggi sono esposte in due sale ovali progettate ad hoc. Nonostante all’inizio fossero state bocciate dai critici e dal pubblico, intorno agli anni Cinquanta le enormi tele di Monet cominciarono a riscuotere successo e il MoMA di New York decise di acquistare due dipinti della serie Ninfee. L’acquisto contribuì alla notorietà dell’artista, che iniziò a essere considerato un precursore delle nuove tendenze dell’arte americana.

Purtroppo, però, nel 1958, al MoMa scoppiò un incendio mentre alcuni operai si occupavano dell’installazione dell’impianto di condizionamento. Uno di loro morì e diversi vigili del fuoco furono sottoposti al trattamento per l’inalazione da fumo. La maggior parte dei dipinti collocati sul piano interessato dalle fiamme si salvarono, ma alcuni furono gravemente danneggiati e, tra questi, entrambe le Ninfee di Monet.  La drammatica notizia sconvolse il grande pubblico e, grazie a svariate donazioni, in poco più di un anno il museo riuscì ad acquistare un altro quadro dal figlio di Monet, ancora oggi esposto nelle sale newyorkesi.

Anche stavolta gli spettatori potranno seguire le imprese del team di Factum Arte nel corso dell’operazione di ricerca che parte dalla tela carbonizzata per poterla riprodurre. Oltre ai pannelli del Museo dell’Orangerie, Monet realizzò probabilmente altre opere di dimensioni simili. Il team darà il via a un’ampia analisi, grazie a una dettagliata indagine fotografica sullo studio dei colori.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #CapolavoriPerduti.