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Il mistero di Ettore Majorana

23 marzo 2018

Sono trascorsi 80 anni dalla scomparsa di Ettore Majorana e, per l’occasione, Sky Arte HD dedicherà la prima serata di lunedì 26 marzo al mistero che avvolge uno dei più noti fisici italiani, protagonista dell’esclusivo documentario Ettore Majorana ‒ L’uomo del futuro, condotto da Federico Buffa.

Facendo appello al suo talento di storyteller, Buffa evocherà la storia di Majorana, catanese di origine, classe 1906, impegnato, durante la prima metà del secolo scorso, nel campo della fisica nucleare, della teoria dei neutrini e dell’antimateria. Suddiviso in cinque parti, il focus darà voce a esperti di fama internazionale, che approfondiranno le vicende di Majorana, scomparso il 25 marzo 1938.

Il racconto prenderà forma nella cornice del Teatro di Como, dove è allestita la scenografia dell’opera lirica Ettore Majorana: cronache di infinite scomparse, che trasforma il palcoscenico e la platea nel ponte di una nave uguale a quella su cui salì Majorana prima di sparire nel nulla, accompagnando le parole di Buffa con proiezioni video in tempo reale.

Fabiola Gianotti, fisica e direttrice generale del CERN, chiarirà l’apporto di Majorana agli studi scientifici della sua epoca, mentre Salvatore Majorana, nipote di Ettore, e il professor Erasmo Recami, considerato il maggior esperto del fisico catanese, ne ripercorreranno la biografia. Toccherà a Giorgio Dragoni e Stefano Roncoroni analizzare le dinamiche della sua scomparsa e il procuratore Pier Filippo Laviani, la figlia di Francesco Fasani e il professor Recami esamineranno le informazioni relative alla presunta emigrazione di Majorana in Venezuela dopo la sua sparizione.

Anche Sky Cinema Cult renderà omaggio alla storia di Majorana, nella prima serata di martedì 27 marzo, con il documentario in prima visione Nessuno mi troverà. Attraverso documenti, immagini d’archivio, animazioni da graphic novel, testimonianze e congetture, il regista Egidio Eronico descrive l’esistenza del fisico ‒ l’infanzia trascorsa a Catania, l’inclinazione per la matematica, il trasferimento a Roma e gli studi di ingegneria, il passaggio alla facoltà di Fisica e l’esperienza con i “ragazzi di via Panisperna” di Enrico Fermi, il soggiorno accademico a Lipsia, il rientro in Italia e l’isolamento volontario, la cattedra all’università di Napoli e la scomparsa, avvenuta in circostanze mai chiarite.