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Il mistero di Caravaggio

21 gennaio 2016

La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi, dipinta da Caravaggio

È uno dei più grandi maestri dell’arte, innovatore dello stile e rivoluzionario interprete del suo tempo. Nato a Milano ma cittadino del mondo, Michelangelo Merisi detto Caravaggio attraversò l’Italia in lungo e in largo, facendo conoscere il proprio talento sopra le righe dal nord al sud della penisola. Ricordato per la straordinaria capacità di padroneggiare la luce, l’artista è noto anche per l’alone di mistero che avvolge la sue vicende private e professionali, dettato da una carriera breve e fulminea e da una generale scarsità di notizie sul suo conto.

Proprio come accade a uno dei più grandi capolavori mai realizzati dal pittore, la cui storia resta un vero e proprio rompicapo per gli storici dell’arte contemporanei. Stiamo parlando della strabiliante Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, protagonista di Operazione Caravaggio, la prima grande produzione internazionale Sky Arts Production Hub in onda mercoledì 27 gennaio in prima visione assoluta su Sky Arte HD e in simulcast anche in Gran Bretagna e Germania.

A differenza di altre opere firmate da Caravaggio, la Natività destinata all’Oratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo non è legata ad alcun documento scritto che ne attesti la committenza e l’anno di esecuzione, trasformando in ipotesi qualunque teoria sulle sue origini. La possibilità più accreditata è che l’imponente tela sia stata realizzata dopo l’arrivo di Caravaggio in Sicilia, nel 1608, in fuga dal carcere di Malta, dove era stato richiuso con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Ranuccio Tomassoni, ucciso in una rissa a Roma due anni prima. Nonostante il soggetto dichiaratamente sacro, anche l’enigmatica Natività potrebbe racchiudere una serie di rimandi alla storia personale di Caravaggio, ma, ancora una volta, tutto resta in balia della mera supposizione.

I misteri non finiscono qui. Nel 1969, l’opera, fino ad allora conservata nell’Oratorio palermitano, fu vittima di uno dei più clamorosi furti della storia. Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre di quell’anno i ladri fecero irruzione nel luogo di preghiera e trafugarono il dipinto. Qual era la loro identità? Si trattava forse di un colpo messo a segno per rivendere la preziosa opera – stimata all’incirca un miliardo di lire – sul mercato nero? Il dubbio restò irrisolto fino ai primi anni Ottanta, quando il giornalista britannico Peter Watson dichiarò di essere entrato in contatto con un mercante d’opere d’arte che gli aveva proposto di acquistare proprio la Natività di Caravaggio. Il giornalista, sotto falso nome, aveva fissato un appuntamento con i ricettatori nei dintorni di Salerno, ma la notte del 23 novembre 1980 il terremoto che colpì la Basilicata e la Campania fece saltare l’incontro. L’opera era forse andata distrutta a causa del terremoto?

Un decennio più tardi, l’ipotesi di un coinvolgimento della mafia nell’ormai celeberrimo furto divenne una pista sempre più attendibile, complici le testimonianze di due mafiosi pentiti: Giovanni Brusca e Francesco Marino Mannoia. Entrambi erano coinvolti nei furti di preziose opere d’arte, ma fu Brusca a compiere la dichiarazione più sconvolgente: la tela di Caravaggio era stata usata dalla mafia per “trattare” con lo Stato italiano, offrendola in cambio della modifica alle leggi speciali antimafia seguite alla morte di Falcone e Borsellino nel 1992, che impone ai mafiosi il carcere duro. Dunque l’opera era integra, ma dove poteva essere conservata? Dopo oltre quarant’anni, il mistero della Natività continua ad attanagliare forze dell’ordine e studiosi, senza risparmiare ulteriori colpi di scena, tutti da scoprire nel corso dell’avvincente documentario in onda mercoledì 27 gennaio.

Commentate sui social network la speciale serata attraverso l’hashtag #OperazioneCaravaggio.

[Immagine in apertura: foto di Alessandro Gaja per Sky Arte]