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Riflettori puntati sulla street art

28 settembre 2018

Jean-Michel Basquiat wearing an American football helmet, 1981. Photo: © Edo Bertoglio, courtesy of Maripol. Artwork: © The Estate of Jean-Michel Basquiat. Licensed by Artestar, New York

Considerata una delle forme d’arte più discusse, e seguite, del momento, la street art ha radici profonde, che scavano nell’esplosiva creatività degli anni Sessanta e nella dilagante cultura pop. Proprio questo linguaggio nato dal basso e trasformatosi via via in un fenomeno urbano sarà il protagonista della serata in onda domenica 30 settembre su Sky Arte.

Il focus prenderà il via con Banksy does New York. L’attenzione sarà rivolta al più celebre street artist di oggi, l’inafferrabile – eppure famosissimo – Banksy, le cui fattezze restano ancora un mistero.  A ottobre 2013, Banksy ha attraversato la Grande Mela per una “residenza d’artista” davvero originale: ogni giorno, per un intero mese, ha esposto un suo lavoro in un luogo diverso – a sorpresa – di New York, tra graffiti, sculture, video e performance. Il regista Chris Moukarbel ha accompagnato l’artista dal Queens a Staten Island, da Bushwick al Lower East Side, in una incredibile corsa per le strade di New York. Della pellicola fanno parte anche contenuti video tratti da YouTube e fotografie pubblicate sui social network da quanti hanno seguito lo street artist durante questa folle avventura urbana, in una “caccia al tesoro” scatenata dalla popolarità internazionale dell’artista britannico.

A seguire il documentario Basquiat ‒ Un ribelle a New York evocherà la breve e densa storia di Jean-Michel Basquiat, la cui creatività modificò profondamente lo scenario artistico della Grande Mela durante gli anni Ottanta. Spazzando via il retaggio minimalista del decennio precedente, Basquiat portò una sferzata di energia fra le strade newyorkesi. Autore di interventi provocatori e di forte impatto visivo, Basquiat riversò nelle linee e nei colori un approccio all’arte libero da preamboli e schemi codificati, mescolando vita privata e talento sulle orme dell’amico e mentore Andy Warhol.

L’ultimo appuntamento della nottata sarà con Federico Buffa, che ci guiderà tra le strade della Grande Mela nel documentario Graffiti a New York, scritto e diretto da Francesco Mazza. Un viaggio alla scoperta del movimento del graffiti writing inteso come manifestazione artistica, sociale e culturale, partita dalla metropoli americana alla fine degli anni Sessanta intrecciando la propria storia a quella della città. Durante la passeggiata tra i luoghi chiave della street art, Buffa ci farà incontrare gli eccezionali graffiti writer dell’epoca – Taki 183, T-Kid, Sharp, Lady Pink, Jon Nar, Coco 144 – alcuni dei quali decidono di mostrarsi per la prima volta.


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