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Ricordando Italo Calvino, tra sogno e realtà

11 ottobre 2013

È uno tra gli scrittori italiani più amati di sempre, in patria come all’estero. Ha saputo disegnare con incredibile efficacia un ritratto collettivo dell’umanità, caricando i suoi personaggi – piccoli grandi eroi – di tensioni e pulsioni universali. Tenero e ironico, acuto e profondo: Italo Calvino ha cambiato per sempre il modo di scrivere. Il suo universo, visionario eppure così concreto, prorompe in un docu-film che mescola con affascinante malizia sogno e realtà.

Attraverso Lo specchio di Calvino si entra in una atmosfera magica, quasi utopistica. A fare da sfondo alla narrazione è Palomar  , l’ultimo romanzo dello scrittore, testamento artistico di un raffinato, curioso e instancabile osservatore. “Di qua c’è il mondo: e di là?”  si chiede il protagonista, e con lui il lettore. Taciturno e riflessivo, Calvino risponde donando la propria visione e le sue poetiche interpretazioni del senso della vita.

Il critico, l’artista, l’attore. Chi legge con la testa, chi con l’anima e chi ancora con il cuore. La lezione di Calvino ci viene introdotta da Pietro Citati, decano dei critici letterari italiani, intellettuale dalle grandissime doti di divulgatore; emozionante il ritratto dello scrittore che nasce dalla memoria di Valerio Adami, l’amico pittore legato a Calvino da un intenso rapporto di stima reciproca.

La realtà vissuta, provata e misurata si confonde con quella sognata e immaginata. È Neri Marcoré a prestare il proprio volto a Italo Calvino, incarnandone pensieri e riflessioni, inquietudini e turbamenti. L’immaginazione, irresistibile e irrefrenabile, prende il sopravvento; il gusto per il racconto, per l’affabulazione, travalica i confini della ricostruzione storica e ci trasporta, sulle ali dell’emozione in un universo fatto di contagiosa meraviglia.

La curiosità – L’amore per la natura, la predisposizione per la scrittura. Doti che Italo Calvino aveva nel sangue: la madre Eva, naturalista di chiara fama, è considerata figura di riferimento per i movimenti di conservazione e tutela dell’ambiente a cavallo tra le due guerre mondiali. A lei sono attribuite circa duecento diverse pubblicazioni scientifiche.


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